Il Tirreno

Sgominata la banda dei videopoker

I carabinieri chiudono le indagini: cinque ragazzi livornesi sono responsabili di numerosi furti nei bar elbani

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di Luca Centini

PORTOFERRAIO

L’Elba era la meta preferita per le scorribande. Negli undici reati a loro contestati, tra furti andati a segno e tentativi sventati dai carabinieri, ben sette si sono consumati nei bar dell’isola. Ma l’attività della banda dei videopoker si è conclusa la scorsa settimana, quando i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Portoferraio hanno fatto scattare le manette ai polsi di un livornese, 23 anni appena, e leader indiscusso del gruppo composto da altri quattro ragazzi, di cui i carabinieri non hanno voluto fornire le generalità.

Per un altro membro della banda il Pm di Livorno Luca Masini ha disposto la misura cautelare dell’obbligo di dimora, mentre per gli altri tre - che avevano un ruolo più marginale nella vicenda - sono scattate altrettante denunce a piede libero.

La banda. Cinque ragazzi, tutti residenti a Livorno e con un’età compresa tra i 21 e 23 anni. In comune hanno l’hobby del calcetto e sono tutti senza un’occupazione stabile. Ma un modo per guadagnare qualche migliaio di euro lo hanno trovato svaligiando decine di slot machine, videopoker e macchinette cambiasoldi nei bar di mezza provincia. In un periodo compreso tra il 2008 e il 2011 il gruppetto di ragazzi è stato un incubo per gli esercizi commerciali elbani, anche se altri colpi sono andati a segno nei dintorni di Livorno. Il modus operandi all’Elba era chiaro. La banda arrivava col traghetto in serata, prendeva una macchina a noleggio e, di notte, scassinava il bar di turno, sradicando da terra le macchinette cambiasoldi e videopoker e svuotandole di banconote e spiccioli. In tutto i giovani si sono portati a casa 12mila euro circa.

Le indagini. Fin dal 2009 i carabinieri si sono messi sulle tracce della banda che, anche nei casi in cui i furti erano stati sventati, erano sempre riusciti a mettersi in fuga. Tranne una volta, quando a Rio Marina due dei componenti del gruppo furono colti in flagranza di reato a Rio Marina e denunciati a piede libero, con tanto di foglio di via e obbligo di non tornare più nei comuni elbani.

Ma la banda si è fatta viva di nuovo, prendendo di mira i bar di Capoliveri e Marciana Marina.

Fin da subito i militari hanno sospettato i cinque ragazzi e, con pazienza, hanno messo insieme le prove di colpevolezza grazie a numerosi sopralluoghi tecnici nei locali “visitati”, all’utilizzo di tabulati telefonici e anche grazie ai sistemi di sorveglianza installati dai comuni che hanno ripreso in più occasioni la banda all’opera.

L’operazione. Dopo aver disarticolato le attività della banda e sciolto gli ultimi dubbi sui reati commessi dai ragazzi livornesi, gli uomini del nucleo operativo e radiomobile sono passati alle vie di fatto e hanno arrestato il leader del gruppo, attualmente in carcere con l’accusa di furto aggravato e continuato in concorso e possesso di arnesi da scasso.

Il suo braccio destro dovrà rispettare l’obbligo di dimora e difendersi anche dall’accusa di ricettazione visto che, durante la perquisizione nella sua abitazione, è stato trovato in possesso di 10 tavole da snowboard, una parte cospicua delle 12 rubate pochi giorni prima in un negozio d ell’Abetone.

Con le perquisizioni nelle case degli altri membri della banda, i militari hanno recuperato 600 euro in monete, pochi grammi di marijuana e persino una pistola giocattolo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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