Italia
Oltre 400 vertenze in un anno per le irregolarità nel lavoro
Commercio, industria, edilizia i settori in cui vengono segnalate più frequenti violazioni contrattuali Ma c’è anche chi avvia le vertenze poi rinuncia per il timore di ripercussioni da parte dell’azienda
di Valeria Parrini
PIOMBINO. Oltre quattrocento lavoratori si sono rivolti alle sedi sindacali per fare vertenza .
Commercio, industria, edilizia sono i settori prevalenti in cui, nel 2011, i dipendenti, spesso ex dipendenti, hanno lamentato irregolarità. La casistica , però, è più ampia . Non lascia al riparo nessun ramo economico. Tantomeno, mettono al riparo dai contenziosi la frantumazione contrattuale e la precarietà. Con la crisi che ci mette il carico.
Contratti XL
Alle sedi di Piombino e Venturina della Cgil si sono rivolte 187 persone. Le pratiche ancora in corso di definizione, avviate negli anni precedenti, sono 379 mentre quelle chiuse nello scorso anno sono state 246. In genere sono andate a buon fine
«La crisi morde e nel 2012 sarà anche peggio. Assistiamo sempre più ad un’applicazione extra large dei contratti. Aggiustata, dilatata al di fuori delle regole e dei diritti», sostiene Beppe Bartoletti , coordinatore della zona.
Part time che mascherano il tempo pieno, bustepaga che perdono pezzi, lavoro completamente al nero.
L’invito, comunque, è a superare la paura e a parlare col sindacato. Lo fanno sempre più spesso i cittadini immigrati. Ed è a loro, anche recentemente, in un’occasione pubblica, che Bartoletti si è rivolto spingendoli a segnalare le irregolarità e a difendere i propri diritti.
Guerra tra poveri
Negli uffici di via San Francesco, la Cisl ha registrato l’apertura di 150 vertenze. Un terzo è maturato nelle aziende metalmeccaniche. Trenta nel sociale (cooperative o privati del settore assistenziale), 15 negli esercizi pubblici, dieci nel commercio, altrettanti nel lavoro domestico, nelle pulizie e in agricoltura. Più polverizzato il resto: 7 autotrasportatori, 4 panificatori e altrettanti barbieri .
«Le richieste sono superiori. Spesso riusciamo a ricomporre la diatriba evitando il contenzioso vero e proprio», afferma Francesco Scappini (coordinatore Cisl).
«A volte – aggiunge – non è semplice affrontare la vertenza. Soprattutto se servono testimonianze dei colleghi. Parlare può mettere a rischio il posto. E’ una guerra tra poveri. Di questi tempi, poi».
La rinuncia
In ventisette si sono rivolti alla Uil (via Gori) dove nel 2011 sono state attivate 27 pratiche.
Dieci sono state chiuse con verbali di accordo in sede sindacale, undici sono passate all’avvocato e sei sono in fase di discussione.
Commercio e turismo (ristoranti, pubblici esercizi)sono in testa alla casistica. E anche il lavoro domestico, specie quello delle badanti non regolarizzate, è in aumento. Ilaria Landi (segreteria Uil), più in generale parla del mancato riconoscimento delle ore lavorate, anche straordinarie, escluse dalla busta, di liquidazioni saltate come l’inquadramento professionale. «Il sommerso è pesante. Capita spesso che il lavoratore rinunci nel timore di essere identificato come uno dalla vertenza facile», sottolinea Ilaria Landi . Che ha pochi dubbi: nelle imprese più piccole ci si imbatte più facilmente nel mancato rispetto dei contratti.
Tute e amianto
Slai Cobas ha aperto una trentina di fascicoli individuali. «Ne abbiamo chiusi positivamente 24 e per alcune delle sei pratiche restanti stiamo ricorrendo in Cassazione», spiega Giancarlo Chiarei. Tra i risultati incassati, oltre la metà riguardano il riconoscimento contributivo del rischio amianto in Magona.
Nello stesso stabilimento Slai Cobas ha avviato una causa collettiva: quella per ottenere il pagamento dei tempi necessari ad indossare gli indumenti da lavoro. Questo perchè i dipendenti si vestono e si svestono prima di timbrare.
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