Il Tirreno

Liberalizzazioni vicine tra rabbia e perplessità

L’ultima versione del decreto governativo approda in consiglio dei ministri Ecco le opinioni delle categorie dei lavoratori toccate dalla normativa

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di Ludovica Monarca

PIOMBINO

Approda oggi in consiglio dei ministri l’ultima versione del decreto liberalizzazioni. Novità che suscitano paura, dubbi e preoccupazioni in molti lavoratori che verranno colpiti dal decreto. Anche a Piombino.

Taxi. Nell’ultimo testo del decreto si prevede l’attribuzione alla nuova “Autorità per le reti” il compito di fissare l’incremento per le nuove licenze, la possibiiltà per i titolari di averne più d’una, l’introduzione di nuove licenze part-time, orari e prezzi più flessibili. Monica Bussotti, 47 anni, è una degli otto tassisti presenti a Piombino e il suo giudizio sul decreto è quantomai negativo. «Non c’è niente che andrà a beneficio del consumatore, nè tantomeno della categoria – spiega Bussotti – Non è vero che non vogliamo mettere la nostra parte per uscire dalla crisi, siamo abituati ai sacrifici, semplicemente lo scenario che si prospetta nel futuro grazie a questo decreto non è positivo per nessuno». Secondo Monica entro 5 anni tutti cominceranno a vendere la propria licenza e a guadagnarci saranno «i soliti, come i commercialisti. Finirà che sarà una grande azienda a comprare tutte le licenze e diventerà un far west in cui ci si troverà a lavorare per 1 euro l’ora mentre il cittadino pagherà sempre lo stesso prezzo. Mi chiedo perchè non abbiamo fatto scelte diverse come riconoscere alla categoria l’uso professionale del gasolio o permetterci di pagare le tasse non in base a studi di settore, ma attraverso la strisciata della ricevuta fiscale direttamente dal tassametro».

Professioni. La riforma delle professioni mantiene i cardini annunciati. Abolizione delle tariffe minime e massime, obbligo per il professionista del preventivo scritto da concordare con il cliente, tirocinii e praticantati possibili durante l’ultimo biennio dell’università. Franco Balestrieri è un avvocato penalista piombinese di 47 anni. Il suo giudizio? «Sarà un giungla – afferma – le tariffe minime servono anche da riferimento per il cittadino, se le tolgono ci sarà chi giocherà in maniera scorretta». Balestrieri resta scettico anche sul preventivo obbligatorio, mentre accoglie positivamente la possibilità di iniziare il praticantato durante l’università. «I ragazzi arriveranno così prima e più preparati all’interno del mercato del lavoro», spiega.

Carburanti. Dal 30 giugno prossimo i contratti di esclusiva di esclusiva tra gestori e compagnie saranno nulli e i primi potranno approvigionarsi (per la parte eccedente il 50% della fornitura) liberamente da qualsiasi produttore. Niente limiti per i self service fuori città, riscatto della proprietà possibile in ogni momento e la possibilità di vendere prodotti “non oil”. «Sulla carta sono modifiche positive – afferma Mario Cerboneschi, benzinaio di 47 anni – ma bisogna vedere come reagiranno le compagnie petrolifere. Non solo, a Piombino la maggiorparte dei benzini ha un contratto di comodato gratuito, sarebbe bello riscattare la proprietà ma con il margine di 0,4 centesimi lordi nessuno avrà il capitale per farlo».

Assicurazioni. In attesa di capire se la benzina costerà meno arriva una strizzata sulla Rca. «Le vere novità non sono molte – spiega Luca Ardenghi, assicuratore – Ad esempio la scatola nera esiste già da anni. Il vero nodo sarà capire di quanto abbasseranno la tariffa e capire se l’obbligo di presentare diversi preventivi sarà in capo alle compagnie o agli agenti. In ogni caso è impossibile abbassare le tariffe senza toccare i costi dei sinistri».

Farmacie. «Sono favorevole all’aumento degli esercizi visto che – spiega Paola Salvioni, 51 anni –certe zone, specialmente nel sud Italia, sono ancora scoperte. Resto perplessa sulla liberalizzazione della vendita di alcuni farmaci». Ciò che preoccupa Salvioni non è la concorrenza, ma la possibilità che la facilità di comprare alcuni medicinali anche in strutture dove si chiude un occhio sulla necessità della ricetta porti a un abuso di farmaci.

Edicole. «La liberalizazzione porterà alla chiusura di più edicole – afferma sicuro Valerio Menichelli, 34 anni –La scarsa collaborazione già esistente tra edicolante e distributore si trasformerà in un vero rapporto padre- padrone. Una sorta di monopolio in cui, potendo decidere che tipo di riviste dare a quale struttura, i più piccoli verranno schiacciati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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