Attenzione
La Lucchini può restare nell’orbita russa
Advisor a caccia di compratori, fra le ipotesi in campo anche la società Evraz di Abramovich
PIOMBINO
Mentre si attende per metà febbraio l’omologa, da parte del Tribunale di Milano, del piano di salvataggio della Lucchini messo a punto dagli azionisti del gruppo e dalle banche creditrici, è stato riavviato il percorso per la vendita dell’azienda. Un percorso che vede impegnate sia il pool del le banche creditrici che la stessa Lucchini la quale, come si apprende da fonti finanziarie, ha già dato incarico a un advisor di curare la fase della ricerca di compratori.
In sostanza, il dossier Lucchini sarebbe già stato diffuso nella cerchia dei grandi gruppi siderurgici mondiali per essere studiato in attesa del via libera del Tribunale milanese, passaggio, quest’ultimo, indispensabile per procedere alla eventuale cessione del gruppo.
Sulla stampa specializzata in materia finanziaria, e in particolare su Mf, sono già in circolazione ipotesi e nomi di grandi gruppi siderurgici che potrebbero entrare nella partita Lucchini. Stando proprio a Mf, la Lucchini potrebbe restare nell’orbita russa anche dopo l’uscita di scena di Alexey Mordashov.
Fra le suggestive ipotesi in campo secondo Mf , in pole position per l’acquisizione della Lucchini potrebbe esserci la Novolipetsk Steel di Vladimir Lisin, una delle quattro maggiori compagnie russe di produzione di acciaio; un nome già circolato anche nei mesi scorsi e che in Italia ha già una joint venture con la Duferco di Bruno Bolfo.
Secondo Mf, un interesse per la Lucchini potrebbero averla anche altri colossi russi, come la Evraz di Roman Abramovich, la Magnitogorsk e l’ucraina Metinvest. Quest’ultima ha di recente acquisito l’italiana Trametal della famiglia Malacalza.
Facendo ancora riferimento alle ipotesi elencate da Mf, anche il super-colosso indiano Tata Steel potrebbe studiare con un certo interesse il dossier Lucchini. Il gruppo che fa riferimento a Ratan Tata è fra l’altro partner di Fiat in India e negli anni scorsi si era messo in luce presentando un’offerta ultramiliardaria per rilevare la società anglo-olandese Corus evidenziando così il proprio interesse a sbarcare sul mercato europeo.
Ipotesi suggestive, dunque, ma che al momento non trovano riscontri oggettivi.
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