Il Tirreno

Progetto “Linea di Boe” Guerra aperta sul web

Anche sul sito di Arpat proteste sulle tariffe differenziate per le immersioni Ma Barbetti difende la scelta: «Così tuteliamo ambiente e imprese locali»

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di Luca Centini

CAPOLIVERI

«Quel progetto l’ho voluto fortemente e ora lo difendo». L’intervento è del sindaco di Capoliveri Ruggero Barbetti. Il progetto in questione è “Linea di Boe”, inaugurato a settembre nello spicchio di mare tra Capo Calvo e Fonza. Undici punti di immersione tra i più affascinanti dell’Elba su cui sono state ancorate altrettante boe a discesa per le immersioni. L’obiettivo dichiarato dal Comune era razionalizzare gli accessi al mare e tutelare i fondali dalle tante ancore gettate dalle imbarcazioni. Bell’idea, dunque. Ma non è la tutela dell’ambiente marino ad aver sollevato la rivolta di tanti appassionati subacquei, quanto il trattamento tariffario di favore per i diving e i sub privati elbani consorziati con il Ced rispetto alle aziende e i subacquei non “indigeni”. Così i fondali elbani si sono trasformati presto in un territorio di guerra: sui siti internet specializzati e sui blog si è scatenato rapidamente il dibattito e il comitato “Lineaperta” ha dato il via a una petizione online contro il progetto. Persino il sito dell’Arpat, che aveva pubblicato un articolo in cui si lodavano i contenuti ambientali di Linea di Boe è stato preso d’assalto da decine di blogger che imputavano a Barbetti un tentativo di privatizzazione del mare, tanto che la stessa Arpat si è trovata costretta a bloccare i commenti , ritenuti fuori tema. «Considerando che gli aspetti intorno a cui la discussione risulta più animata sono estranei al mandato istituzionale della nostra agenzia – si legge nella pagina web di Arpat – ci vediamo costretti a suggerirvi di spostare il dibattito in un contesto diverso e più adeguato rispetto al sito web di Arpat».

Dopo giorni di serrate polemiche Barbetti torna sull’argomento: «Continuo a ritenere Linea di Boe una scelta coraggiosa e innovativa – dice – è stato lodato pubblicamente da Arpat, è un progetto analogo a quelli inseriti nel piano d’azione regionale per la conservazione della biodiversità. Il centro del contendere riguarda l’accesso alle boe e soprattutto le tariffe con le quali stiamo cercando di compensare gli svantaggi per i residenti. Perché noi intendiamo mettere al primo piano le esigenze di chi vive all’Elba. Anche i traghetti e i posti barca hanno tariffe differenziate tra residenti e non residenti».

Una posizione che non è condivisa dalla base della protesta, che non ha esitato a bollare la scelta del Comune come “protezionista” a favore dei centri di diving elbani.

Un’accusa, a cui il sindaco intende sottrarsi. «La battaglia per l’accesso a questo nuovo servizio è una discussione a margine, che non inficia le nostre scelte. Per noi l’interesse privato cede di fronte all’interesse pubblico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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