Finanza
La nave abbandonata da anni è ormeggiata a Tor del Sale
PIOMBINO Immaginate una macchina incidentata abbandonata in centro senza targa o documenti. Chi se ne deve occupare? E se quella macchina fosse una nave cargo abbadonata in porto? Erano le 17.55...
PIOMBINO
Immaginate una macchina incidentata abbandonata in centro senza targa o documenti. Chi se ne deve occupare? E se quella macchina fosse una nave cargo abbadonata in porto?
Erano le 17.55 del 8 gennaio 2010 quando un traghetto della Toremar, l’Olgasa, si scontrò nel canale di Piombino con la nave cargo di nome Ocean Drop, battente bandiere delle isole Saint Kitts & Nevis, un piccolo stato delle Antille. Uno schianto inaspettato che, aprendo una falla nello scafo, dette inizio all'avventura dell'equipaggio del cargo. Da quel giorno, per cinque mesi e mezzo, l'imbarcazione rimase rimasta ormeggiata sui moli del porto di Piombino. A bordo i membri dell’equipaggio, sei uomini e una donna di nazionalità diverse, attesero per mesi l’intervento dell'armatore che, a fine marzo, sparì dalla circolazione abbandonandoli al proprio destino. Ma la città non li lasciò mai soli, attivando una rete di solidarietà. A luglio furono tutti rimpatriati.
E la Ocean Drop? Sono passati due anni dall’incidente, e la nave cargo rimane ormeggiata nel porto di Tor del Sale. Il suo destino è incertoe legato a doppio filo al procedimento in corso dal giudice delle esecuzioni immobiliari del tribunale di Livorno che dovrebbe terminare con la vendita all’asta del mercantile. La demolizione infatti comporta per le normative europee una preventiva bonifica che andrebbe a incidere anche sul risarcimento dei crediti marittimi (circa 70mila euro) dovuti all’equipaggio. E se la nave non dovesse trovare un compratore?
«Attiveremo un tavolo tecnico e faremo tutto il possibile come abbiamo fatto fino ad ora, ma – spiega Martino Rendina, comandante del porto – siamo positivi e ci aspettiamo che la nave sarà venduta». Il comandante tiene inoltre a specificare che non esiste in questo momento alcun pericolo ambientale o di sicurezza. «L’Ocean Drop – spiega – è periodicamente monitorata». Per scoprire il destino del cargo non resta che attendere la fine dell’udienza che dovrebbe cominciare entro marzo.
Ludovica Monarca
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