La manifestazione
Al Comune la Linguella e Forte Falcone
Trattativa accelerata con il Demanio e la Soprintendenza per ottenere la proprietà dei beni simbolo della città
di Luca Centini
PORTOFERRAIO
Da Forte Falcone alla Gran Guardia, fino alla struttura protesa sul mare della Linguella. Stiamo parlando dei simboli di Portoferraio che, essendo già in concessione, potrebbero diventare presto di proprietà del Comune, assieme a una lunga lista di beni “trasferibili” attualmente posseduti dal Demanio. I passaggi di proprietà potranno consumarsi con l’attivazione dei provvedimenti di federalismo demaniale prodotti dall’ex governo Berlusconi che ha individuato i Comuni quali destinatari prioritari dei beni messi a disposizione dal federalismo demaniale.
La nuova normativa è particolarmente interessante per Portoferraio, che potrebbe ottenere una lista corposa di strutture trasferibili e ha in programma - il 1° febbraio - un nuovo incontro con l’agenzia demaniale e con la Soprintendenza di Firenze per sbloccare il trasferimento anche delle tre strutture simbolo, per le quali è necessario un percorso più complicato in quanto sono sotto tutela storico-artistica. In questi casi il Comune deve infatti trovare un accordo con l’agenzia per un piano condiviso di valorizzazione.
«Questo quadro di federalismo demaniale – spiega il sindaco di Portoferraio, RobertoPeria – restituisce alla città una parte considerevole di strutture strategiche. Tra questi contiamo di inserire anche la Linguella, Forte Falcone e la Gran Guardia. Sono tre strutture che già gestiamo e per la cui riqualificazione stiamo investendo da anni».
Alle tre opere si aggiunge la lunga lista di immobili e terreni trasferibili che, entro pochi mesi, dovrebbero passare gratuitamente al Comune. Tra questi la struttura di spicco è sicuramente quella del mercato coperto che, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale potrebbe diventare la nuova piazza al coperto per la cittadinanza. Oltre al mercato figurano beni come i Forni di San Francesco, dove potrebbe sorgere un centro culturale e il palazzo della Topa, nel quale potrebbero essere ricavati nuovi alloggi di edilizia popolare.
L’idea di acquisire e rivendere gli immobili statali per fare cassa non è, almeno per il momento, presa in considerazione da Peria. «Al momento lo escludo e posso dire che siamo interessati a rilevare tutti i beni di proprietà dello Stato – commenta il sindaco – veniamo da una decina d’anni di immobilismo, nella maggior parte dei casi gli immobili sono in degrado e utilizzati in modo improprio. L’idea è tenerli, in modo da dare il via a un progetto strategico per una riqualificazione complessiva del patrimonio cittadino».
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