Sicurezza
«Così i nostri mestieri spariranno presto»
Giuliano Checchi, falegname, lancia un allarme: «La legge sull’apprendistato non funziona»
PIOMBINO
Lotta al lavoro nero e agevolazioni per chi vuole assumere. Ecco quali sono le principali scelte da compiere per risollevare l’artigianato secondo Giuliano Checchi, 44 anni, falegname e restauratore di mobili.
«Quando ho aperto la mia ditta, 20 anni fa, eravamo in quattro a Piombino a fare restauro di mobili. Adesso sono rimasto solo io. Di legale. Perché di persone che fanno il mio mestiere lavorando in nero potendosi permettere prezzi stracciati non pagando le tasse è piena la città». Figlio d’arte, Giuliano ha scelto di combattere la crisi facendo anche piccoli lavori di manutenzione di mobili. «È un momento difficile, i soldi non girano, ma essendo una ditta familiare cerchiamo di limitare le spese e lavorare il più possibile – dice Giuliano – Mi piacerebbe anche poter assumere un ragazzo, ma con queste leggi è impossibile».
Secondo Giuliano il sistema dell’apprendistato non funziona, almeno secondo le odierne normative e in gioco, oltre all’economia c’è anche la storia e la cultura che si portano dietro i mestieri artigiani. «Se vuoi prendere un ragazzo come apprendista e rispettare la legge – afferma – non puoi, per fare un esempio, fargli usare nessuna macchina. Vi sembra possibile? Va bene la sicurezza sul lavoro, ma così si rischia di veder sparire mestieri utili alla società che rappresentano la cultura storica del nostro Paese. Sarebbe un vero peccato veder sparire gli artigiani, ma potrebbe succedere se non si decide di cambiare le cose e fornire incentivi». (l.m.)
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