Il Tirreno

Appartamenti con vista sui liquami

Il disagio degli abitanti del Padiglione dei Mulini tra topi, infiltrazioni e sporcizia: «Così non si può vivere»

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di Luca Centini

PORTOFERRAIO

«I topi mi hanno mangiato anche la zanzariera». Una scena da incubo per chi abita in una casa normale, roba da tutti i giorni per gli abitanti delle case popolari del Padiglione dei Mulini, forse le più malmesse nel centro storico di Portoferraio. Sembra impossibile, vista la posizione suggestiva degli alloggi, incastonati tra la villa di Napoleone e il centro congressi De Laugier, eppure quelle case cadono a pezzi, tra parti di intonaco crollate, buche nelle strade, infiltrazioni d’acqua, roditori e chi più ne ha più ne metta. Un angolo di paese abbandonato, dove - dopo anni di proteste - chi ci abita ha quasi perso la forza di lamentarsi. In questi giorni il Comune ha provato a dare una mossa a Casalp e ad Asa, con un’ordinanza che impone lavori urgenti per la sistemazione del sistema fognario.

Vista sui liquami. «Venite a vedere cosa vedo dalla finestra». La signora Anna Vello, inquilina della primo alloggio del Padiglione, è ansiosa di farci vedere il panorama che si vede dalla cucina. Nel cortiletto sotto la sua casa c’è lo scannafosso , dove si sono accumulati dei liquami maleodoranti. «D’estate devo stare con le finestre chiuse – racconta Anna, che vive al Padiglione dal ’44 – se apri la finestra le zanzare ti divorano. E poi che odore. I topi? Ogni tanto li vediamo arrampicarsi sul muretto». L’anziana ha quasi l’ansia raccontare la sua situazione, come se esplodesse. «E’ anni che ci lamentiamo – spiega – cosa è cambiato? Niente».

Case a pezzi. Non è solo la casa della signora Vello, la cui finestra si apre sullo scannafosso come quella di Sergio Mazzei detto “Piola”, ad essere in condizioni ai limiti della vivibilità. Le pareti delle altre case sono divorate dall’umidità, vengono giù pezzi di intonaco e di muro. L’arco antico all’ingresso del Padiglione è reso instabile per le crepe e messo in sicurezza - si fa per dire - da alcune tavole in legno rinforzate. Quell’angolo di Portoferraio a due passi dalla villa dell’imperatore, sembra essere precario. «Sono andato in comune, dai carabinieri – racconta “Piola”, mentre porta a spasso suo fratello cieco – in queste condizioni non possiamo vivere. Rifaranno le fognature? Lo spero, anche perché fino ad oggi i topi galleggiano e il cattivo odore cresce».

Locali chiusi. «Il problema ce l’ho in casa». Adriana Frangioni è l’inquilina dell’alloggio al civico 10, da dove filtra l’acqua che progressivamente ha allagato i locali al piano sottostante, di proprietà del Comune che ha sbarrato le porte di accesso sul retro della De Laugier. «Dentro c’è di tutto, anche un palo della luce – racconta Frangioni – ci sono mobili vecchi ammassati, escrementi e muffa. Un inferno». Adriana ci mostra le stanze della sua casa che si snoda lungo il corridoio. In ogni angolo fa capolino l’umidità, nel bagno fino al salotto. «C’è poco da fare – spiega – è da anni che ho questi problemi, ma altri alloggi sono messi peggio. Io stessa ho aiutato un ex inquilino a svuotare la sua casa. Ho ammazzato decine di topi».

Le condizioni sono al limite. Anche per questo l’amministrazione comunale sta valutando l’ipotesi di chiudere il padiglione. Ma non tutti gli inquilini sarebbero disposti a sloggiare. «Queste case andrebbero solo sistemate – dice Adriana – sono qua da anni. A queste mura, nonostante tutto, sono affezionata».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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