Attenzione
«Stravolta la vita dei pazienti»
L’associazione degli anticoagulati contesta la riorganizzazione del servizio
di Valeria Parrini
PIOMBINO
Disagi, ritardi, confusione. E ansia. Le novità introdotte senza gradualità nei controlli del dosaggio della terapia anticoagulante, passati per centinaia di pazienti da Villamarina ai medici di base con prelievi ai distretti, «hanno stravolto la vita, già molto complicata, di troppi pazienti. E presenta situazioni di rischio». Il giudizio è della presidente dell’Aipa, Ornella Caponi.
In questi giorni all’associazione sono giunte molte segnalazioni: scarsa segnalazione dei percorsi dedicati, l’informazione che non c’è e qualche bucotto di troppo che invece c’è. Con ciò che significa per un anticoagulato.
Ad allarmare molto, però, è soprattutto il forte ritardo nella consegna delle risposte. «Altro che massimo alle 10,30. Si va oltre le 12,30-13. Quando, cioè, diventa difficile reperire il proprio medico per la posologia da seguire in giornata. A Riotorto addirittura, le risposte vengono consegnate il giorno dopo», continua Ornella Caponi. Che aggiunge: «Ci sono persone che hanno lottato contro il cancro e altre gravi malattie, trasferite ai medici di base nonostante l’enorme quantità di farmaci che assumono e che quindi interagiscono in modo variabile con gli anticoagulanti. Con i rischi che ne conseguono».
Ai distretti mancano i totem per le risposte, non tutti i dottori di famiglia hanno il libretto specifico. E nei loro ambulatori non c’è un cartello in cui sia chiaro che i pazienti Tao hanno accesso preferenziale. Eviterebbe discussioni tra chi è in coda. «L’organizzazione, insomma - chiude Caponi - si sta mostrando pessima. Lo sappia chi c’ha descritto situazioni idilliache».
E nel frattempo, i laboratori privati si sono attrezzati.
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