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Spiagge, la liberalizzazione fa paura

Spiagge, la liberalizzazione fa paura

Il governo pensa alle aste per le concessioni demaniali, all’Elba tremano quasi 40 imprenditori del settore

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di Luca Centini

PORTOFERRAIO

Forse stavolta fanno sul serio. Le concessioni sulle spiagge, una volta giunte a scadenza, potrebbero davvero venir rinnovate tramite le aste pubbliche viste come fumo negli occhi da parte dei gestori degli stabilimenti balneari italiani, compresi quelli elbani.

La bozza. Le concessioni balneari sono da anni nel mirino dell’Unione europea che ha indicato la strada delle aste pubbliche con la direttiva Bolkenstein. Ma l’Italia ha disatteso l’impegno andando incontro a una procedura di infrazione. Stavolta però è lo stesso governo Monti ad aver incluso le spiagge nel pacchetto di liberalizzazioni. Nella bozza del testo ai gestori degli stabilimenti balneari rimarrebbe il diritto di prelazione (nel caso di un’offerta uguale dal punto di vista economico), ma la durata delle concessioni si abbassa fino a quattro anni (nella Bolkenstein erano sei). Già dal 2013 le spiagge potrebbero cambiare padroni. E’ bastato questo a far scattare la mobilitazione dei balneari di tutt’Italia. E, indiscrezioni delle ultime ore, la reazione immediata potrebbe aver sortito i primi effetti. Sembra infatti che l’escutivo stia pensando a mettere in stand-by la liberalizzazione delle spiagge o, secondo alcuni, stia valutando di allungare la durata delle concessioni a 4+4.

Effetto elbano. La questione, insomma, è più che mai aperta tra chi crede che la messa a gara sia un modo per garantire la concorrenza e chi, il popolo dei balneari, rischia di vedersi soffiare da sotto il naso il gioiellino di famiglia, nonché la fonte primaria di reddito. E all’Elba i professionisti delle spiagge sono più di quanto ci si potrebbe aspettare. Secondo il censimento effettuato dalla capitaneria di porto di Portoferraio che, seppur riferito al 2008 presenta dati realistici visti i pochi cambiamenti apportati negli ultimi tre anni, gli stabilimenti balneari elbani sono circa 34. Nel dettaglio le attività balneari sono suddivise nei comuni di Capoliveri (3), Campo (10), Marciana (8), Marciana Marina (3), Portoferraio (6), Rio Marina (2) e Porto Azzurro (2).

Non solo bagni. Gli stabilimenti balneari sono solo una parte delle spiagge date in concessione all’Elba. La lenzuolata di liberalizzazioni ricadrebbe anche sui cosiddetti “punti azzurri” e spiagge libere attrezzate rilasciate dai Comuni, oltre che sui centri di noleggio di attrezzature balneari e le cosiddette “spiagge asservite” principalmente a hotel e campeggi. I punti azzurri sarebbero una decina, con 12 centri di noleggio e 24 spiagge asservite.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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