Il Tirreno

Punto nascita, la Regione annuncia una tregua

Scaramuccia favorevole alla proposta di Anselmi: «All’esame dei tecnici l’ accorpamento organizzativo tra il reparti di Piombino e Portoferraio»

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di Valeria Parrini

PIOMBINO

Tregua per il punto nascita. Ad annunciarla è l’assessore regionale al diritto alla salute, Daniela Scaramuccia, rispondendo alle domande del Tirreno nell’ambito dell’inchiesta con cui abbiamo affrontato un problema che si trascina da anni: quello della sopravvivenza del reparto maternità. Da tempo sotto quota 400 nati.

«Per il momento su Villamarina non ci sono novità. Se si riferisce ai contenuti del Piano sanitario regionale, non potevamo dire niente di nuovo rispetto ai contenuti del Piano sanitario nazionale», afferma l’assessore.

E quindi, chiusura nei prossimi tre anni delle Maternità che non superano i 500 parti per poi andare, in una prospettiva non remota, al superamento delle strutture che restano sotto i mille.

E’ a questi parametri che la Toscana deve uniformarsi. Lo farà a partire dal piano deliberato poco prima di Natale dalla giunta e che verrà approvato nel marzo prossimo.

Ed è possibile che già in quella fase si individui un nuovo modello organizzativo in grado di offrire la tregua di cui parlavamo.

«Andranno sviluppate soluzioni sperimentali su cui si è iniziato a riflettere. Come abbiamo fatto con i sindaci elbani durante la conferenza di ieri», prosegue Scaramuccia.

Il progetto è lo stesso che piace al sindaco Gianni Anselmi ed è concentrato sull’integrazione tra i punti nascita di Piombino e Portoferraio. L’unione non metterebbe al riparo dalle direttive nazionali sui mille parti annui che prima o poi la Regione dovrà recepire, ma consentirebbe di superarne la metà. Che poi è ciò che serve adesso.

«I sindaci elbani si sono detti disponibili ad esaminare la possibilità. Spetterà ai tecnici – sottolinea l’assessore - monitorare i flussi, i fenomeni e la qualità delle prestazioni. Fatto questo, apriremo il confronto con l’Asl, gli enti locali e le organizzazioni sindacali. Pensiamo ad un’equipe medica unica, che agisca in entrambi i reparti in modo da garantire qualità e sicurezza».

Nel suo ragionamento, le parole finali riecheggiano spesso. Qualità e sicurezza nell’assistenza dei nascituri e delle partorienti.«Vediamo la nascita come il momento di un percorso più ampio che va organizzato e protetto in tutte le sue fasi. Ormai l’approccio condiviso dalla comunità scientifica privilegia le strutture grandi. E poi, la riorganizzazione che abbiamo iniziato in Toscana ha dato risultati eccellenti. La mortalità infantile è stata dimezzata e siamo al di sotto della media nazionale. Possono essere decisioni dolorose e contestate. Ma che danno risultati», continua Scaramuccia. Che qualcosa da dire ce l’ha sui toni, giudicati allarmistici, dell’intervista rilasciata dal direttore del reparto, Nelso Calonaci, e sull’ipotesi di un nuovo ospedale in zona baricentrica, tra noi e l’area grossetana, individuato, anche da altri, come una possibile soluzione definitiva.

«Se anche andassimo alla riorganizzazione della rete ospedaliera, avremmo davanti tempi molto lunghi. E poi - taglia corto - non si costruisce un ospedale per salvare un punto nascita. I presupposti devono essere altri».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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