Il Tirreno

Per l’Unione dei Comuni è il momento della verità

Sarebbe dovuta entrare in vigore un anno fa, ma venne bloccata Pioli: «Dobbiamo riaprire il dibattito e prendere una decisione definitiva»

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di M.Massei Autunnali

CAMPIGLIA

Calendario alla mano, sarebbe dovuta entrare in vigore addirittura quasi un anno fa. E invece l'Unione dei Comuni è rimasto un proposito espresso solo a parole. Troppi i fattori concomitanti, troppe le discussioni che nel frattempo si sono intrecciate al suo iter.

«Adesso però dobbiamo riaprire il dibattito – spiega deciso Giampaolo Pioli, sindaco di Suvereto già presidente del vecchio Circondario – ma questa volta dovrà trattarsi di una discussione definitiva: o lo facciamo o non lo facciamo. Una delle due soluzioni». Ottenere questa condizione, tuttavia, non sarà facile, date le circostanze di partenza. A bloccare il percorso dell'Unione dei Comuni quando esso era già notevolmente avviato fu infatti soprattutto la proposta alternativa del sindaco di Piombino Gianni Anselmi, cioè quel Comune Unico che assommando i cinque Comuni della Val di Cornia avrebbe seguito le orme tracciate da altre realtà italiane. «Personalmente – dichiarò allora Anselmi - ritengo che avere un unico comune sarebbe un’innovazione assai più significativa rispetto all’attuazione di un’Unione, su cui non c’è da parte mia una scarsa convinzione, ma che mi appare una soluzione di compromesso al ribasso». Era la primavera dell'anno scorso, la fine di marzo per l'esattezza. Nelle settimane successive il dibattito salì fino a infuocarsi sempre più, con scambi di vedute da un municipio all'altro, conti e conteggi, assemblee pubbliche per ricostruire la storia della sovracomunalità in Val di Cornia e illustrare pregi e svantaggi dell'una e dell'altra posizione. «Questa discussione – fa il punto Pioli - ha inevitabilmente messo da parte quanto avevamo detto fino ad allora sull'Unione dei Comuni: adesso però è il momento di riprendere a parlarne, se non altro perché Suvereto e Campiglia, secondo quanto imposto dalla legge, hanno già associato alcune delle loro funzioni. Non è possibile però continuare a procedere in questa maniera, a pezzi e bocconi». La funzioni minori sono pubblica istruzione, ragioneria, bilancio, assetto del territorio e, appunto, polizia, mentre la determinazione di altro pacchetto di funzioni portanti dovrebbe rientrare nello studio da approfondire alla ripresa della discussione. Le riunioni in calendario per le prossime settimane saranno decisive. Se l'Unione dei Comuni sarà ancora al centro delle volontà di tutti e cinque i sindaci del territorio il percorso potrà riprendere verso secondo queste caratteristiche. Altrimenti il cammino verso una nuova organizzazione della sovracomunalità in Val di Cornia sarà tutto da rifare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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