Il Tirreno

Ospedale di comunità, il via da marzo

L’assessore Scaramuccia incontra i sindaci e il direttore Calamai: tra le novità il centro di prelievo a Pomonte

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di Luca Centini

PORTO AZZURRO

Incontro positivo, ma interlocutorio. Ormai non è più una novità per chi si occupa di sanità all’Isola d’Elba. Fatto sta che ieri a Porto Azzurro, in occasione della visita dell’assessore re regionale alla sanità Daniela Scaramuccia alla residenza per disabili “I sassi turchini” di Porto Azzurro, si è tenuto un nuovo vertice sul nodo della sanità. Oltre a Scaramuccia si sono seduti al tavolo il direttore di Asl, Monica Calamai, e una nutrita rappresentanza di sindaci elbani (non tutti).

Sul piatto c’erano le richieste che il territorio ha rivolto da tempo alla Regione e ad Asl, legate ad emergenze dichiarate come il funzionamento dei reparti ospedalieri di medicina e ortopedia, il rebus dei trasferimenti dei pazienti in continente e, in generale, il rischio di un depotenziamento della sanità, a carico dei pazienti dell’isola, costretti sempre più a recarsi a Piombino per essere curati.

Il vertice di ieri serviva soprattutto per preparare la conferenza dei sindaci del 1 febbraio. Ma alcune novità sono emerse già ieri. «A marzo apriremo l’ospedale di comunità, menter ci sono già i bandi per l’assunzione di due medici di ortopedia ed il medico di medicina generale», ha spiegato il direttore Asl, Monica Calamai. Oltre a questo aprirà - a febbraio - il servizio di prelievo del sangue a Pomonte, come più volte richiesto dalla conferenza dei sindaci. Tra le ipotesi emerse anche l’idea di creare percorsi dedicati e protetti sul continente per i pazienti elbani, con un’organizzazione della logistica e del trasporto da studiare per risolvere i problemi del Cup e delle liste di attesa. Altro tema caldo è quello del trasporto dei pazienti barellati in continente: non possono sostare nel garage delle navi, così in molti casi sono dovuti restare a terra. Scaramuccia ha proposto un incontro con la capitaneria per studiare nuove soluzioni che, al momento, devono ancora prendere forma.

Ipotesi, proposte e nuovi incontri, dunque. Ma i problemi veri, sollevati dai comitati e dalla conferenza dei sindaci nei giorni della protesta di piazza sulla sanità, sono ancora tutti da risolvere, a partire dal nodo irrisolto di ortopedia, radiologia e l’ampliamento del pronto soccorso. Non è escluso che il 1 febbraio, quando si terrà una nuova conferenza dei sindaci, i cittadini potranno avere risposte più concrete. «Il confronto è stato aperto e positivo – ha detto il presidente della conferenza dei sindaci Vanno Segnini – le nostre richieste sono state prese in carico, specialmente quelle sui punti per i prelievi di Pomonte e RioMarina e per l’ospedale di comunità. Dobbiamo solo continuare a lavorare insieme». E’ quello che sperano, ormai da tempo, anche i cittadini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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