Il dolore
«Il governo distratto si è dimenticato di noi»
Elba esclusa dai benefici fiscali contenuti nel decreto “milleproroghe” Il sindaco Segnini furioso con Roma: errore grave e i ritardi sono inaccettabili
di Antonella Danesi
MARINA DI CAMPO
«Il disastro che ha colpito l’Elba il 7 novembre è stato dimenticato nel decreto milleproroghe». A denunciare il fatto, presentando un emendamento alla Camera, è stato per primo l'onorevole Pdl e coordinatore fiorentino del partito Gabriele Toccafondi che ha presentato alla Camera un'integrazione pro Elba. «Il Governo deve considerare il disastro che ha colpito l'Elba come gli altri - ha denunciato Toccafondi - e quindi nel decreto milleproroghe devono essere inserite agevolazioni nel pagamento delle tasse anche per gli abitanti dei comuni colpiti dall'alluvione». L'articolo 29 al comma 15 del decreto che deve essere approvato dal Parlamento, infatti, prevede la sospensione del pagamento di tasse e contributi dal 31 dicembre 2011 al 16 luglio 2012 per i territori colpiti delle province di Genova, La Spezia e Massa Carrara. Ma Marina di Campo è stata dimenticata. «Nei comuni colpiti ci sono tantissime attività economiche - ha rilevato Toccafondi - anche loro hanno diritto a questa forma di aiuto». Il decreto, tenendo conto della stima dei danni nelle province considerate, ha fissato il tetto a 70 milioni di euro per le agevolazioni, escludendo l’Elba.
E la reazione del sindaco di Campo Vanno Segnini non si è fatta attendere. «Forse chi, al ministero, ha lavorato alla stesura del decreto milleproroghe era disattento, magari un po’ distratto – fa sapere il sindaco di Campo – di certo ha lavorato sulla base di vecchi documenti che includevano solo i disastri di Genova, La Spezia e Massa, senza ricordarsi dell’Elba. Non voglio pensare che ciò sia stato fatto per malafede, ma di sicuro qualcuno ha compiuto un errore a cui deve porre rimedio».
La vicenda elbana è scomparsa dal documento proprio mentre l’isola sta aspettando, con ansia crescente, il decreto ministeriale che dovrà fissare l’entità del contributo per la ricostruzione e il nome del commissario straordinario, probabilmente il presidente della Regione Enrico Rossi. «Purtroppo questi ritardi stanno creando una situazione di stallo per gli interventi pubblici – commenta Segnini – uno stallo che deve essere superato al più presto, al fine di consentire quanto prima un cambio di passo per la ricostruzione».
I ritardi si sono verificati, aggiunge il vice sindaco Lucia Soppelsa «nonostante i nostri continui solleciti per la rapida emanazione dei decreti che stabilissero prima lo stato di calamità e poi lo stanziamento dei fondi statali per il sostegno al territorio»
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