Gioco
«Il fango ci ha tolto tutto ma a Pasqua riapriremo»
Lo stabilimento dei Batignani è stato raso al suolo all’alba del 7 novembre. Da allora è scattata la corsa contro il tempo per rimettere in piedi la struttura
MARINA DI CAMPO
«Spesso lo sconforto mi toglie energia, ma ci sono i miei figli che mi danno la forza di andare avanti. Entro Pasqua ce la faremo». Lo dice mentre si lascia scappare un sorriso convincente, Alfonso Batignani. Sono passati poco più di due mesi da quando l’alluvione ha cambiato la sua vita. Da quando l’onda di acqua e fango ha investito i rilievi che sovrastano la spiaggia di Cavoli, spingendo fino a valle i giganteschi massi di granito delle vecchie cave. Lo stabilimento balneare dei Batignani, incastonato nella spiaggia vip per eccellenza dell’Elba, è praticamente scomparso. «Ero all’estero quando è successo – racconta Alfonso – mia figlia Laura non aveva il coraggio di dirmi fino in fondo quello che era accaduto. Sono tornato. E quando mi sono trovato davanti allo stabilimento balneare ho pianto».
Una reazione giustificata, visto che l’alluvione ha devastato la spiaggia, finendo per distruggere il parcheggio privato dello stabilimento, tutte le cabine in legno. Ha ridotto in poltiglia gli impianti elettrici e le tubature. Un pedalò è stato trascinato via e perso per sempre, la stessa sorte capitata ad alcune piccole barche depositate sul piazzale. Per fortuna il fango non ha spazzato via i depositi in legno per l’abbondante - e costosa - attrezzatura balneare.
Dal 7 novembre in poi la famiglia Batignani è stata costretta a ripartire da capo. I figli di Alfonso, Francesco e Laura, non hanno mai perso la speranza di risollevarsi. Poche lacrime e tanta volontà. Già dalle prime ore del post alluvione erano sporchi di fango, al lavoro. «Tante persone ci hanno dato una mano, ci sono state vicine – racconta Alfonso Batignani – un gruppo di albergatori di Sant’Andrea è stato qui per giorni. La solidarietà è un valore da cui siamo ripartiti. Abbiamo fatto tanto, ma c’è altrettanto da fare». E in effetti i primi risultati del lavoro della famiglia Batignani si vedono già. Rispetto a due mesi fa Cavoli è più vicina a quello che ha sempre rappresentato per gli elbani. La spiaggia è più ordinata e la zona dello stabilimento è già stata liberata da decine di massi di granito grossi quanto una Cinquecento. Le strutture del bagno stanno lentamente tornando in piedi, mentre gli operai dell’Unione dei Comuni lavorano alla messa in sicurezza del fosso che, straripato, ha investito l’area dello stabilimento all’alba del 7 novembre. «Il Comune si è assunto l’incarico di rifare la strada e le fognature – spiega il titolare dello stabilimento balneare – ma bisogna fare in fretta. So che noi ce la faremo a tirare sù di nuovo il bagno prima di Pasqua, ma per il completamento dei lavori pubblici non siamo così sicuri. Ho sentito che si discuteva di alcuni progetti migliorativi, ma credo che per il momento sia opportuno lavorare sodo per ricreare quello che c’era prima».
Ripartire il prima possibile, dunque. E’ questa la priorità della famiglia Batignani. «Lavoriamo qui dal 7 novembre, praticamente per tutto il giorno – racconta Alfonso – non so quanto ci sia costato l’alluvione. Forse più di 100mila euro, perché siamo noi a fare ogni tipo di lavoro. Altrimenti non ci saremo più rialzati. Abbiamo voglia di lasciarci tutto quello che è accaduto alle spalle, ma è dura».
Mentre parla è circondato dai massi di granito venuti giù dalla collina. Ma a Cavoli, ora che il fango è stato nascosto sotto la sabbia, si aspetta solo che il sole d’estate faccia il suo dovere. Riporti la luce e spinga l’alluvione lontano nei ricordi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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