Tassisti, sale la protesta «Ingiusto partire da noi»
PORTOFERRAIO Tassisti elbani sul piede di guerra dopo che il ministro Corrado Passera ha annunciato entro il 20 gennaio il decreto sulle liberalizzazioni. L'obiettivo del governo Monti è aumentare...
PORTOFERRAIO
Tassisti elbani sul piede di guerra dopo che il ministro Corrado Passera ha annunciato entro il 20 gennaio il decreto sulle liberalizzazioni. L'obiettivo del governo Monti è aumentare il numero delle licenze, ma la resistenza della categoria è agguerrita. Per superarla, il titolare dello sviluppo economico sta pensando di concedere una licenza gratuita a chi già ne possiede una, consentendone la vendita in un secondo momento. Una decisione che, se confermata, scontenterà la quasi totalità dei tassisti che vedrebbero deprezzato il valore della propria licenza. Un problema che riguarda soprattutto le grandi città e, in maniera minore, anche l’Isola d’Elba. Gli operatori locali propongono di combattere l’abusivismo e introdurre l’obbligo del tassametro fiscale su tutte le vetture. «Da noi una licenza costa dai 40 ai 50mila euro – dice il tassista portoferraiese Mauro Bastianelli – e, per coloro che lavorano qui da oltre quaranta anni, non è bello scoprire che la licenza diventi carta straccia. La nostra paura è che vengano liberalizzate le tariffe. Noi abbiamo concordato con il Comune di Portoferraio un prezzo di trasporto di 1,40 euro a chilometro e, nel caso in cui venga meno questo vincolo, nascerebbe una guerra interna letale, fra poveri. Anziché tartassare i tassisti regolari – continua Bastianelli – bisognerebbe combattere gli abusivi, costringendoli ad operare secondo le leggi vigenti. Per fortuna qui all’Elba, ma in generale in tutta la provincia di Livorno, ci sono molti controlli e di auto abusive non se ne vedono». «Colpire le corporazioni più ricche. Noi siamo deboli», è ciò che pensa Sandro Ferretti, che opera nel trasporto con noleggio conducente e fa base all’aeroporto di Marina di Campo. «Non capisco perché si debba cominciare dal basso – dice –. Da quando lavoro come tassista non ho mai conosciuto colleghi in possesso di macchine personali di grossa cilindrata o che vanno in alberghi di lusso. Al contrario, trasporto frequentemente dottori, dentisti, avvocati e notai. Loro sono i nostri maggiori clienti e sono decisamente più abbienti. Noi guadagnamo come un impiegato di basso livello, lavorando di notte e con orari strampalati, contando un giorno di vendere la licenza e ritirarci dignitosamente». Ferretti propone i tassametri obbligatori e fiscali per tutti i tassisti. «Proporrei di mettere i tassametri fiscali con obbligo di ricevuta per eliminare gli abusivi e per non poter maggiorare i prezzi - dice -, dato che attualmente i tassisti hanno un tassametro non fiscale che non lascia traccia della corsa . Altro discorso riguarda le licenze che effettivamente costano care, ma sono per noi come un trattamento di fine rapporto o una pensione».
Stefano Taglione
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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