Il dolore
Maternità a rischio: oltre 100 bebè nascono altrove
Difficile impedire le fughe, resta lontana la soglia dei 500 parti che garantiscono la sopravvivenza
PIOMBINO
Meno cento. Se va bene. Nella nursery di Villamarina ha ripreso ad oscillare l’altalena che, dal 1999, alterna annunci di chiusura e rassicurazioni.
Per salvarsi dai tagli del Piano sanitario regionale appena presentato dall’assessore Daniela Scaramuccia, l’ospedale deve raggiungere almeno 500 nascite. Nel 2011 sono state 406. In passato sono state anche meno.
L’analisi delle cifre raccolte dice due cose chiare. La prima: la concorrenza principale nasce all’interno dello stesso territorio aziendale. Ed è targata Cecina. La seconda, forse meno percepita, chiarisce che la nostra Maternità esercita una buona attrazione di donne non residenti in Val di Cornia.
Le infrastrutture, dunque, hanno il loro bel peso. Nel bene e nel male. Con probabilità, il peso principale, quando si tratta di indirizzare decisioni importanti come questa.
Cominciamo dalle fughe. In tutto, 116. Lo scorso anno gli uffici anagrafici del comprensorio hanno registrato 455 nati. A Piombino hanno visto la luce in 265, a Livorno (dove è praticato il parto indolore e questo è un buon incentivo) in 12, a Cecina in 62. Una quarantina ha superato i confini provinciali e si è rivolta ad altre aziende sanitarie. Come Pisa (17), Firenze (6) e, più sporadicamente, altre strutture. In genere si tratta di gravidanze considerate più a rischio.
Qualche dettaglio sulle scelte 2011 offre altri spunti. Le campigliesi (114 in tutto) hanno optato per Villamarina in 63 e in 22 per Cecina. Le gravidanze portate a termine da residenti a San Vincenzo, sono state 55 in tutto. Quarantuno hanno partorito in presìdi aziendali. Nella vicina Cecina lo hanno fatto in 21, due in meno a Villamarina, una a Livorno.
Il dato di Piombino indica 65 trasferimenti in ospedali extra Asl6. Sommati ai 171 neonati di Villamarina e ai 17 di Cecina (9) e Livorno (8), portano a 253 i nuovi ingressi all’anagrafe.
Cifre contenute per i Comuni collinari. Trentuno nascite tra Suvereto (25) e Sassetta (6), un terzo delle quali a Cecina.
C’è da dire, però, che anche l’ospedale di Cecina, benedetto da una Quattro corsie a due passi dalla hall, e quello del capoluogo, hanno un tasso di uscite verso strutture interne ed esterne all’Asl 6 non indifferente. Un centinaio nel primo caso e circa 350 nel secondo.
Villamarina registra anche un gratificante effetto calamita. Che non è da sottovalutare. Lo scorso anno ben 94 donne hanno deciso di partorire a Piombino pur abitando oltre i confini burocratici. Almeno 72 sono arrivate dal grossetano, 16 da altre province e 6 dall’estero.
E qui si arriva ad un’altra traccia utile alla riflessione sul destino del reparto. Quella dell’immigrazione. I nati da straniere, sempre lo scorso anno, sono stati 90 e si confermano stabili. Nel 2010 furono un paio in più. E’ un bel contributo alle statistiche che salvano i reparti che vanno oltre i cinquecento nati.
Resta il fatto che, allo stato dell’arte, neanche una cicogna molto volenterosa potrà cambiare le sorti della Maternità piombinese in assenza di deroghe che la politica si dice impegnata a cercare.
L’approvazione definitiva del Piano sanitario regionale è prevista in marzo. Con Villamarina sono in bilico i punti nascita di Bibbiena, Borgo San Lorenzo e Barga. Non solo. Il piano fissa una non meglio chiarita “ridefinizione organizzativa” delle strutture sotto quota mille. Tutto nei prossimi quattro anni. Tutela, invece, le aree geograficamente svantaggiate. Come l’Elba. L’accorpamento virtuale Portoferraio-Piombino, accennato tempo fa dal sindaco Anselmi, può offrire un salvagente. Ma il timore è che solo di galleggiamento si tratti. Con buona pace degli indicatori della qualità raggiunta dai servizi sanitari toscani che promuovono il nostro punto-nascita.
La speranza di superare lo stadio, sempre da conquistare, della sopravvivenza, appare sempre più legata all’idea di un nuovo ospedale a Riotorto, allargando così il bacino alla Maremma. Ma è ancora tutto da inventare.
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