Il Tirreno

Il vertice Lucchini alla ricerca del nuovo partner industriale

Incontro tra il Cda e i sindacati. L’azienda pensa a un gruppo che abbia disponibilità di materie prime, il gruppo si impegna con i lavoratori

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La ricerca di un nuovo partner in grado di garantire l’attuazione del piano industriale, quindi il mantenimento del ciclo integrale, è il primo degli impegni presi dal nuovo gruppo dirigente Lucchini coi sindacati.

Ieri pomeriggio il consiglio d’amministrazione era presente al completo a Piombino con il presidente Massimo Mattera (ex Imi San Paolo), il vicepresidente Nicosas Vallorz (l’uomo di Mordashov), Pierre Varnier (capo della ristrutturazione), Maurizio Ria (responsabile finanziario) e Marcello Calcagni, amministratore delegato. Nella delegazione sindacale Fabrizio Toninelli per la Uilm, Luciano Gabrielli per la Fiom, Fausto Fagioli per la Fim, oltre all’esecutivo della Rsu.

Un incontro molto atteso, cordiale, ma tuttavia ancora interlocutorio. Sul futuro della Lucchini, nel breve periodo, pesano le procedure ancora in corso per l’omologa del piano finanziario. Sono infatti necessari almeno altri due mesi per avere interamente a disposizione i 360 milioni della vendita di Ascometal ed ancora non è possibile neppure la cessione dello stabilimento di Bari e del “Palazzo di vetro” della direzione a Brescia.

A questo si aggiungono le previsioni non ottimistiche del Cda sull’andamento del primo trimestre di quest’anno. Perdurano le difficoltà di mercato e l’altoforno, che riprenderà a sfornare ghisa tra sabato e domenica, si attesterà su una produzione di 3-3,5mila tonnellate giornaliere. Ripresa già la marcia del Tve, lunedì torneranno in produzione anche il Tmp e il Tpp. Ma a 12 turni a settimana. La situazione migliore, alla stato attuale, è prevista per le rotaie, dove si sta registrando una ripresa degli ordinativi.

Sia il presidente Mattera che Varnier (da mesi ormai a capo della ristrutturazione), hanno confermato l’impegno alla ricerca di un partner industriale. Indicative a questo proposito alcuni degli orientamenti dichiarati. Il vertice Lucchini sarebbe infatti impegnato alla ricerca di un gruppo che abbia la disponibilità di materie prime (fossile e minerale di ferro) in modo da rendere più facile il mantenimento del ciclo integrale e l’attuazione del piano industriale.

Abboccamenti con gruppi siderurgici, secondo quanto dichiarato da Pierre Varnier, sarebbero già in corso. Nessuno l’ha detto nel corso dell’incontro, ma sembra possa rispuntare anche l’ipotesi della Novolipetsk Steel, del magnate russo Vladimir Lisin. Tuttavia nessuno ha mai smentito neppure l’esistenza di contatti con la Tata Corus. Lo stesso Mordashov, all’indomani dell’intesa con le banche, aveva parlato dell’interesse di un grosso gruppo siderurgico europeo per la Lucchini.

La ricerca di un grosso gruppo è ovviamente la priorità, che coincide con le richieste dei sindacati, ma non è la sola opzione che potrà presentarsi di fronte al Cda.

Il sindacato dal canto suo ha insistito sul mantenimento dell’occupazione, compreso quella dei 170 lavoratori a tempo determinato, che hanno difronte l’ipotesi concreta del mancato rinnovo dei loro contratti. Il Cda non ha dato per il momento risposte, chiedendo più tempo per ulteriori riflessioni, pur mettendo in evidenza le difficoltà finanziarie, aggravate dall’impossibilità di avere immediatamente accesso alle risorse del piano finanziario.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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