Il Tirreno

Acqua, calano i ricavi: bollette più care

Consumi ridotti e cinque milioni in meno nel bilancio: l’Ato decide un aumento delle tariffe del cinque per cento

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di Francesca Lenzi

PIOMBINO

Con l’anno nuovo arriva anche l’aumento dell’acqua, quantificato nella misura massima del 5% sulla tariffa. Nella prossima bolletta tutti i cittadini dei 33 Comuni appartenenti all’Autorità di ambito territoriale ottimale 5 Toscana costa vedranno sull’importo da pagare l’effetto dell’adeguamento previsto già con delibera nel 2010, e confermato, come ultimo atto, il 30 dicembre scorso nell’assemblea dei sindaci dell’Ato 5.

I Comuni della Val di Cornia sono compresi nella nuova articolazione della quota. «Pur non avendo ancora chiuso l’attività di revisione triennale del periodo 2008-2010 l’assemblea ha preso atto della necessità di un aumento della tariffa nella misura massima del 5% – spiega il direttore dell’Ato 5, Luca Barsotti – Una deliberazione analoga c’è già stata l’anno scorso e risponde al proliferare di due fenomeni che hanno portato a ricavi più bassi di quelli preventivati».

Il primo colpevole è il difetto di articolazione, ovvero quella combinazione tra ciò che il cittadino paga e l’effettivo ricavo della tariffa di progetto. Un problema già conosciuto che si sta riducendo nonostante sia ancora presente, ma che non è stato discriminante nella decisione dell’aumento. Il vero responsabile del rincaro sembra essere l’erogazione dei volumi.

Lo stesso fattore era stato chiamato in causa anche nel gennaio del 2011, secondo l’esigenza di recuperare i ricavi mancati dalla contrazione dei volumi effettivamente forniti rispetto al valore previsto. In quel caso si parlava di un milione e mezzo di metri cubi d'acqua in meno, e perciò non riscossi, a confronto della previsione di 30 milioni. Oggi, davanti a un ribasso già considerato, quei volumi da 28,5 si sono ulteriormente abbassati fino a 27,5, provocando due milioni e mezzo in meno di erogazione, che vogliono dire 5 milioni di euro in meno di ricavi in un anno.

«La tariffa è data da un semplice rapporto, fra i ricavi da conseguire e i volumi somministrati – dice Barsotti, chiarendo il discorso – Se i volumi diminuiscono di conseguenza aumenta la tariffa».

Proviamo a fare un esempio di massima per capire in pratica l’aumento. Prendiamo una bolletta che riporta come importo da pagare 100 euro, complessivi degli ultimi tre mesi. Dal prezzo totale va tolta ovviamente l’Iva, e pure quei servizi collaterali che non rientrano nella specifica tariffa. Resta il costo del solo servizio idrico che è quasi la metà del prezzo globale della bolletta. Facciamo conto che la tariffa totale dei tre mesi sia 50 euro; applichiamo il 5% e otteniamo l’aumento di 2 euro e 50 centesimi.

«I sindaci hanno fatto un atto di responsabilità – afferma Barsotti – Ignorare questo fenomeno significa non guardare in faccia la realtà. È stata una decisione sofferta, ma obbligatoria per tamponare il problema. La tariffa aumenta per ricoprire i costi e recuperare i ricavi. Inoltre dovremo andare a tracciare la nuova curva della previsione, considerando non più 30 milioni di metri cubi erogati, ma 27,5».

Proseguono intanto i lavori dell'impianto per l'abbattimento dell'arsenico a Piombino. L’avvio è previsto per la fine di gennaio, al massimo nei primi giorni di febbraio. Sarà la struttura più grande d’Europa e riceverà le acque di falda sia di Piombino che di Campiglia, ridistribuendole anche all’Isola d’Elba.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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