Toscana
Boato terribile e il soffitto viene giù
Nessuno si è fatto male, ma i residenti devono traslocare in albergo
PIOMBINO. Un grande boato e una nuvola di polvere che brucia gli occhi e si infila in gola. E tanta paura. Questo lo scenario capitato a una famiglia riunita per il pranzo alcuni giorni fa in via Ferrer, all'interno di un appartamento comunale. Maria Luisa Nordio, 48 anni, e Sergio Tafi, 56, sono in casa insieme ad alcuni parenti quando, dopo aver mangiato, si mettono a parlare in soggiorno. Un clima di serenità che in un attimo si trasforma in spavento: dalla camera adiacente alla stanza è venuta giù parte del soffitto. Tutto lo strato di intonaco e alcuni frammenti di mattoni.
C'è da considerare che il palazzo dove si trova l'appartamento risale agli anni venti del novecento e lo strato dell'intonato è di alcuni centimetri. «Non riesco a pensare a cosa sarebbe potuto accadere se qualcuno di noi fosse entrato nella stanza qualche momento prima del crollo - afferma la signora Maria Luisa - Abbiamo chiamato subito i vigili del fuoco e le forze dell'ordine, e i pompieri ci hanno rilasciato un documento con il quale ci diffidavano dall'entrare nella stanza». Entrati a febbraio dell'anno scorso nell'alloggio popolare, affidato per i problemi di salute della donna, Maria Luisa e Sergio hanno rifatto a proprie spese il pavimento del soggiorno e messo l'impianto di riscaldamento. Qua e là, sui soffitti e sui muri di casa, ci sono alcune crepe. Anche nel punto dove si è verificato il crollo si vedeva un'incrinatura, ma niente che lasciasse supporre quello che è poi effettivamente accaduto. Adesso quelle fenditure fanno davvero paura.
«Non sono solo nel nostro appartamento - dice Maria Luisa - Anche gli altri condomini del palazzo ce l'hanno, venga a vedere cos'è successo fuori». All'esterno, dalla parte interna che dà sul cortile, appena sotto la finestra dell'ultimo piano, campeggia una grossa zona dov'è crollato l'intonaco. «È venuto giù a novembre - spiega la donna - Fortunatamente non passava nessuno di sotto. La Casalp ci aveva detto che avrebbe mandato una ditta a sistemarlo entro pochi giorni, e invece, dopo due mesi, è ancora lì».
Nell'atrio dell'edificio inoltre alcune porzioni della mura mostrano lo strato di vernice rialzato probabilmente a causa dell'umidità. Vicino a via Ferrer, nel giugno del 2009, si era verificato un altro episodio allarmante: il soffitto di una palazzina in via Grosseto, sempre di proprietà del Comune e gestito da Casalp, si schiantò durante un temporale, provocando l'evacuazione di dodici famiglie e fortunatamente, anche in quel caso, solo tanto spavento. «Per adesso ci fanno dormire in albergo, qua ci veniamo solo per mangiare, la paura è troppa - spiega Sergio - Per ora sappiamo solamente che manderanno la ditta ad aggiustare il danno, ma non sappiamo ancora quando. Speriamo siano pochi giorni, e comunque nell'occasione faremo controllare anche le altre crepe in casa per essere tranquilli. È giusto pagare il canone di affitto degli alloggi popolari, ma questi soldi dovrebbero servire anche per mantenerli al meglio».
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