Sicurezza
Domani il primo incontro di Fim, Fiom e Uilm con il nuovo cda della Lucchini
«Garanzie per i contratti a termine»
Cristiano Lozito
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L’altoforno LucchiniRiparte l'altoforno, mentre il sindacato chiede l'intervento del governo
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PIOMBINO. Giorni importanti alla Lucchini, dove oggi è fissata la ripartenza dell'altoforno, mentre domani Fim, Fiom e Uilm incontreranno il nuovo consiglio d'amministrazione della società. Il consiglio di fabbrica ieri pomeriggio ha messo al centro le due questioni, e cioè i termini della ripresa produttiva e le richieste da fare al nuovo cda, una su tutte il mantenimento dei contratti a termine. All'incontro di domani seguiranno le assemblee in fabbrica. Le previsioni contenute nel piano di salvataggio dell'azienda, alla base dell'accordo raggiunto con le banche prima di Natale, danno tempo a Mordashov per la cessione fino al 31 dicembre 2014, mentre il margine di sicurezza - intorno ai 35 milioni secondo l'attestatore del piano, Stefania Chiaruttini - garantisce l'attività d'impresa. Elementi che non convincono in pieno i sindacati, persuasi che la partita vera - cioè la ricerca di un nuovo acquirente - si giocherà in tempi brevi, sei mesi al massimo. Più il tempo passa e più le esigenze dello stabilimento (prima fra tutte il rifacimento dell'altoforno) peseranno dal punto di vista di qualsiasi imprenditore. Ecco perché, secondo Fim, Fiom e Uilm «occorre continuare la mobilitazione e lavorare per il coinvolgimento dei partiti e delle forze sociali, oltre che per ottenere in tempi brevi un incontro al ministero dello Sviluppo economico. Per capire il valore che il nuovo governo attribuisce alla siderurgia, e i mezzi che intende mettere in campo per rendere appetibile lo stabilimento di Piombino». Tradotto, quanti soldi il governo sarà disposto a mettere per le bonifiche, un'altra delle questioni che rappresenta un freno all'acquisto della fabbrica. Per il resto Fim, Fiom e Uilm insistono sugli elementi consueti: «Il mantenimento del ciclo integrale è indispensabile per mantenere gli attuali livelli occupazionali - dicono i sindacati - e in questo momento vogliamo capire con quali volumi produttivi riprenderà l'attività della fabbrica». L'anticipo del riavvio dell'altoforno rispetto alle iniziali previsioni (18 gennaio) infatti secondo i vertici aziendali è dovuto a una timida ripresa del mercato, ma sotto questo aspetto il futuro è decisamente nebuloso. Nel primo confronto di domani col nuovo cda della Lucchini il sindacato porterà il tema dei contratti a termine, più o meno 170 lavoratori tra sospesi, attivi e in forse: «Questo per noi è un tema fondamentale - concludono Fim, Fiom e Uilm - e difendere i contratti a termine significa anche evitare l'effetto domino sulle imprese».
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