Il Tirreno

Sotto analisi i sedimenti del fiume Cornia

Katia Ghilli
La foce del fiume Cornia
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La foce del fiume Cornia

La sabbia della foce potrebbe servire alla ricostruzione delle spiagge in Costa Est

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 PIOMBINO. L'amministrazione provinciale ha affidato al Centro Interuniversitario di biologia marina di Livorno le indagini sui sedimenti marini che si trovano alla foce del fiume Cornia.  E' da questa zona che saranno prelevati i circa 9mila metri cubi di sabbia da destinare al ripascimento degli undici chilometri di spiaggia della costa est, da Perelli fino a Carbonifera, colpita negli ultimi anni dal preoccupante fenomeno dell'erosione. Queste le indicazioni contenute nel progetto originario, approvato alcuni mesi fa, che cerca di trovare una soluzione al problema che affligge numerose zone della nostra costa.  Se da un lato vanno avanti le procedure burocratiche per l'affidamento del bando di gara, dall'altro si cerca di capire se la spiaggia alla foce del Cornia è idonea per la ricostruzione della linea di riva, in modo da mettere al riparo la spiaggia dalla forte erosione in corso da anni.  Da una prima caratterizzazione dei sedimenti marini è emersa la presenza di valori d'arsenico superiori alla norma. Da qui scaturisce la necessità di provvedere ad ulteriori approfondimenti per capire da cosa deriva la presenza di questo inquinante, lo stesso già presente nell'acqua potabile e per debellare il quale stanno entrando in servizio dei filtri installati da Asa in vari punti dell'acquedotto urbano. Nello stesso tempo i tecnici del settore difesa del suolo della Provincia hanno bisogno di avere maggiori approfondimenti per decidere se sarà ancora questa la spiaggia da utilizzare. Una decisione difficile e attesa da molti in quanto proprio dall'esito degli studi del Centro Interuniversitario di biologia marina di Livorno dipende tutto il ripascimento della costa est. Proprio in queste settimane i biologi stanno estraendo dai campioni di sabbia l'arsenico presente, così da capire se così depurato il materiale risulterà idoneo e il progetto per salvare la costa possa proseguire.  In alternativa, si dovrebbero valutare altre ipotesi. Diverse sono le idee possibili da provare a mettere in pratica. Un paio d'anni fa la Regione aveva dato il via al campionamento dei "giacimenti sottomarini" di sabbia presenti al largo da Baratti a Castiglione della Pescaia.

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