Il Tirreno

«Basta annunci, serve un programma per la sanità»

Le liste civiche attaccano i sindaci e chiedono un confronto con i cittadini

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 PIOMBINO. «Sulla sanità non servono annunci, ma più capacità di programmazione», un messaggio chiaro rivolto ai sindaci della Val di Cornia da parte delle liste civiche Cdc, Forum San Vincenzo, Ups.  «La sanità della Val di Cornia - si legge nel comunicato - è in affanno, ma sindaci e maggioranze si rifiutano di aprire una discussione seria su quanto sta accadendo. Ultimo episodio la possibile soppressione del punto nascita a Piombino in conseguenza della proposta di Piano sanitario regionale che prevede "la chiusura dei punti nascita sotto i 500 parti, escluse particolari situazioni geografiche". A intervenire non è stata la conferenza dei Sindaci, come sarebbe stato naturale, ma il Sindaco di Piombino. Ci pare la conferma di una seria anomalia democratica che caratterizza ormai i rapporti tra i Comuni della Val di Cornia».  Secondo le liste civiche la realtà della sanità del territorio è molto chiara: «ormai da tempo il servizio a Villamarina é soggetto ad un progressivo depauperamento di riserve umane e materiali di cui i Sindaci della val di Cornia, sia come autorità sanitarie locali, sia come responsabili della programmazione sanitaria secondo le leggi della Regione Toscana, sono corresponsabili. Smettano quindi di scaricare su altri responsabilità che sono loro, compresa quella di continuare a negare l'esistenza di un problema sanità in Val di Cornia o di enunciare soluzioni confuse quanto impraticabili». Tanti gli argomenti su cui viene chiesto un confronto e una riflessione approfondita: dall'integrazione con Portoferraio (giudicata inutile perchè già in atto da anni), al nuovo ospedale di Riotorto di cui manca ancora il primo atto.  La loro proposta? «Vista la necessità di un intervento urgente e data la particolare situazione geografica, si ricerchi intanto una maggiore integrazione tra Portoferraio, Piombino e Cecina nel quadro di una riqualificazione complessiva della sanità in questa parte della Provincia, avendo l'occhio puntato anche sull'altro obiettivo della Regione e cioé "....la progressiva ridefinizione organizzativa dei punti nascita sotto i 1000 parti....". Per questo non basta, però, una sortita sulla stampa. Serve un serio lavoro di programmazione sanitaria, regionale e locale, ben documentato e sostenibile finanziariamente. Quello che i nostri Sindaci non hanno fatto fino ad oggi e per il quale, viste le uscite estemporanee, c'é poco da sperare. Su questi argomenti, come liste civiche, sentiamo la necessità di avviare un confronto con gli operatori della sanità e con gli stessi cittadini».

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