Sicurezza
Opinioni discordanti sulla nuova norma sul commercio: le attività più piccole sono preoccupate
Orari liberi, negozianti divisi
Antonella Danesi
Nocentini: «Così assumeremo di più». Ma Coop non ci sta
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PORTOFERRAIO. Divide i negozianti la decisione di liberalizzare gli orari degli esercizi commerciali. All'Elba, soprattutto in estate, gli orari sono già molto flessibili e le aperture sono più lunghe rispetto alle realtà cittadine del continente. Per questo il nuovo provvedimento adottato dal governo Monti, che i sindaci elbani hanno accolto con favore, fa discutere. Ad essere perplessi, soprattutto, sono i titolari dei negozi di vicinato. «Sono sempre stato flessibile con gli orari ed è giusto che chi vuole lavorare di più lo possa fare - afferma un negoziante - ma la liberalizzazione selvaggia non va bene». Chi ha la gestione familiare è preoccupato per l'aggravio di lavoro che si presenta: fra i problemi maggiori, in questo caso il poco personale che un piccolo esercente si può permettere. «Noi piccoli negozi siamo già in crisi - afferma la titolare di un negozio di generi alimentari - con questi nuovi provvedimenti rischiamo di chiudere, anche perchè senz'altro avremo molte meno possibilità rispetto alla grande distribuzione». Ma c'è anche chi non si pone grossi problemi ed ha intenzione di non alterare gli orari invernali, anche perchè «in estate il negozio è sempre aperto». Nella grande distribuzione elbana c'è chi canta vittoria, come il gruppo Nocentini che gestisce la catena dei supermercati Conad sul territorio e chi invece, come la Unicoop Tirreno, aspetta di vedere cosa dirà in merito la corte Costituzionale dopo il ricorso presentato dalla Regione Toscana. Un ricorso contro il provvedimento di liberalizzazione degli orari di negozi, bar ristoranti e supermercati. «Mi fa molto piacere che Portoferraio abbia deciso di adottare questo provvedimento - afferma infatti Tiziano Nocentini, general manager del Nocentini Group - è un servizio in più per la popolazione e dovrebbe essere scontato per il turista a cui, quando è in vacanza, non interessa se è domenica o se è notte, ma vorrebbe un orario continuato». Secondo Nocentini la norma potrebbe avere esiti positivi anche sull'occupazione, «perchè se gli orari sono più estesi - continua - saremo obbligati a trovare nuovo personale. Posso capire - termina Nocentini - che chi gestisce un'attività familiare abbia maggiori difficoltà, ma in un momento di crisi tutti dobbiamo fare sacrifici per stare sul mercato». Molto più cauto il presidente della Unicoop Tirreno, Marco Lami che è convinto che questa liberalizzazione porti più problemi che benefici. Chiede quindi alle istituzioni di dare indicazioni più precise, ribadendo che la garanzia si avrà soltanto con il pronunciamento della Corte Costituzionale. «Da parte nostra - annuncia Lami - Unicoop Tirreno non supererà le tredici ore di apertura giornaliera e continuerà a considerare alcuni giorni intoccabili, nei quali resterà chiusa. Allestirà un calendario delle aperture in funzione delle attività di concorrenza, dei territori e della stagione». «Una liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi come quella prevista dal decreto Monti - conclude il presidente di Unicoop Tirreno Lami - ricalca un modello molto americano e pochissimo europeo. Porterà più problemi che benefici».
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