Il Tirreno

Raffiche fino a 130 chilometri orari, il vento crea problemi soprattutto sul versante occidentale

Mare forza sette, traghetti in tilt

La mareggiata allo Scoglietto e (nella foto piccola) i passeggeri Moby appena avvertiti dello stop
◗
La mareggiata allo Scoglietto e (nella foto piccola) i passeggeri Moby appena avvertiti dello stop

Odissea dei pendolari bloccati sul porto per una giornata intera

3 MINUTI DI LETTURA





 PORTOFERRAIO. Epifania all'insegna del maltempo all'Elba. Il vento di maestrale, con raffiche fino a 130 chilometri orari, ha battuto le coste dell'isola da giovedì sera, creando disagi soprattutto sul versante occidentale. Le mareggiate, con onde che hanno raggiunto fino ai tre metri di altezza, hanno mandato in tilt i collegamenti marittimi. Con gli ovvi problemi per decine di pendolari e camionisti, alcuni dei quali hanno dormito sui propri mezzi. Altri da amici o in hotel.  A dare l'allarme era stato, nel pomeriggio di giovedì, un bollettino meteo francese che prevedeva raffiche di vento fino a 200 chilometri orari a Capo Corso, distante solo 50 chilometri dalle coste dell'Elba occidentale. Stato di allerta esteso anche alle autorità italiane, con gli uomini della protezione civile locale già attivi da giovedì sera per presidiare i luoghi più a rischio per le mareggiate e le raffiche di vento. E le previsioni, stavolta, non sono state smentite. Il forte vento di maestrale si è abbattuto sull'Elba fin da giovedì sera, costringendo i comandanti di Moby, Blu Navy e Toremar ad annullare le ultime corse serali. Decine di pendolari sono rimasti a terra e hanno trascorso la notte sull'isola, ospiti di amici o in hotel. Ieri mattina una tregua momentanea ha permesso a Toremar di effettuare le prime corse (5,10 e 8 da Portoferraio e 6,40 da Piombino). Poi le navi si sono fermate di nuovo. Nel frattempo le biglietterie delle compagnie erano affollate da decine di persone che chiedevano informazioni sulle partenze. Il piazzale del porto si è progressivamente riempito di auto e camion in attesa di essere imbarcati.  Ma è alle 19,15 che si è toccato l'apice del disagio. «Parte la Moby». La voce è circolata rapidamente e, in pochi minuti, la Moby Love si è riempita di passeggeri e di auto, con la stiva colma anche nelle aree di sosta sopraelevate. «Chissà come si ballerà in mezzo al canale», dicevano alcuni passeggeri preoccupati dal mal di mare. E invece non hanno ballato per niente, perché intorno alle 19,40, con il traghetto ancora fermo al molo, è arrivato l'annuncio del personale della compagnia. «Non si parte più, il mare non lo permette». E in effetti non pareva affatto che il vento si fosse calmato, anche se alcuni mugugni sono partiti spontaneamente da parecchi passeggeri, alcuni dei quali hanno aspettato sul porto di Portoferraio un giorno intero con la speranza di poter prendere il primo traghetto utile. «Non ne posso più - si è lasciata scappare una ragazza esausta, appena scesa dal traghetto - è tutto il giorno che provo ad andarmene per passare tre giorni di relax, ma non c'è stato verso».  I più stanchi sono, di sicuro, i tanti commercianti ambulanti che, come ogni venerdì, hanno preso il traghetto delle 6,40 per venire al mercato di Portoferraio. Ma il vento ha annullato il mercato e ha cancellato persino il loro meritato riposo. La stiva è stata svuotata interamente dal personale Moby, con gli autisti costretti a uscire a marcia indietro. Alcuni camionisti hanno scelto, tra una lamentela e l'altra, di dormire sul camion.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze