Il Tirreno

Il Comitato per Campiglia contesta le previsioni e scrive al garante della partecipazione

«Le contraddizioni del piano per Baratti»

Paolo Federighi
Il casone di Baratti
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Il casone di Baratti

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 PIOMBINO. Con una lettera inviata al sindaco Gianni Anselmi e al garante regionale della partecipazione Massimo Morisi, l'architetto Alberto Primi, presidente del Comitato per Campiglia, critica la nuova versione del piano particolareggiato per Baratti e Populonia, che considera pieno di contraddizioni. «A mesi dall'incontro al Rivellino - dice Primi - e ad oltre un mese da quando l'amministrazione sottopose ai consiglieri di Circoscrizione la versione 'definitiva' del Piano di Baratti e Populonia, ancora non risulta, nel sito del Comune, alcun atto amministrativo». Secondo Primi, dal piano emergerebbe una netta distanza tra intenzioni dichiarate e contenuti. «Se le contraddizioni - sostiene Primi - non saranno risolte, la distanza tra intenzioni di salvaguardia, tutela e promozione e contenuti reali degli interventi sarà incolmabile. Viene mantenuta la scelta disgraziata dell'attività ricettiva al Casone, ora indicata di supporto al patrimonio archeologico, senza spiegare cosa voglia dire. Si conferma la scarsa validità dei confini dati al piano stesso. I manufatti in legno appaiono legati al tema delle sistemazioni lungomare. Essi, invece, vengono lasciati da parte». Secondo Primi, vi sarebbero altre lacune. «L'edificio di Canessa - sostiene l'architetto - si configura come struttura ricettiva, con demolizione di una parte e realizzazione al suo posto di un edificio a due piani. Le sistemazioni esterne sono pensate con pavimentazioni in legno anche in prossimità dell'acqua. Un'ipotesi irreale, visto che il mare si porterà via tutto a meno che non si tratti di pontili, e quindi con impatto inaccettabile. Al posto della spiaggia privata, il piano prevede percorsi in legno a bordo mare ed aree a verde, anch'essi irrealizzabili, e verde a pochi metri dal mare. Alle Caldanelle - prosegue Primi - si prevede una forte riduzione dei volumi e anche dei parcheggi per auto e camper, senza che si precisi la quantità definitiva di parcheggi necessari, pur continuando a prevedere la scomparsa degli esistenti. La scuola di vela scompare dalla pineta, ma non si capisce dove sarà ricollocata». Secondo Primi, questo non sarebbe un piano di recupero. «Poiché il piano - sostiene Primi - è carente nella documentazione dello stato dei luoghi e degli edifici singoli e non riporta le tipologie sulle soluzioni da adottare, non può essere assimilato ad un piano di recupero. Questo però significa che dal piano si potrà passare ai permessi per realizzare le opere, senza approfondimento progettuale condiviso. Non è accettabile - aggiunge - che il percorso partecipativo si consideri concluso, visto che il piano non permette a tutti di capire cosa avverrà effettivamente a Baratti e Populonia». Primi chiede infine all'amministrazione piombinese «di aprire un confronto pubblico sui contenuti del nuovo piano, in modo da ottenere risposte a dubbi e perplessità che sono stati e saranno sollevati da cittadini e comitati prima di arrivare all'adozione».  

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