Sicurezza
In un anno 40 barche soccorse
◗
Una motovedetta della guardia costiera di Portoferraio I numeri dell'attività della capitaneria di porto
2 MINUTI DI LETTURA
PORTOFERRAIO. Oltre 40 interventi di soccorso attuati dalle motovedette, 90mila euro di sanzioni e 16 notizie di reato trasmesse. E' il bilancio 2011 della capitaneria di porto di Portoferraio. Gli uomini della guardia costiera hanno svolto un'attività costante, fissando come priorità assoluta la salvaguardia della vita umana in mare garantita non solo attraverso l'attività di soccorso, che nel 2011 ha visto il personale delle motovedette impegnato in oltre 40 interventi. L'attività di polizia marittima ha visto i militari impegnati in oltre 800 controlli dai quali sono scaturiti verbali di contestazione di illecito amministrativo per un totale di oltre 90mila euro e l'elevazione di 10 notizie di reato. Altre 6 notizie di reato ed illeciti per un totale di 33mila euro, in aggiunta a quelli sopra menzionati, sono inoltre stati riscontrati a seguito di controlli sulle attività correlate alla pesca. I controlli, hanno assunto un'importanza particolare nel periodo natalizio appena trascorso che ha visto impegnati in 3 periodi (a ridosso dell'Immacolata, del Natale e di Capodanno) circa 25 uomini della capitaneria di porto di Portoferraio. Queste ultime attività rientrano in un'operazione nazionale denominata "Octopus", con controlli quotidiani ai centri di vendita all'ingrosso, supermercati, pescherie e ristoranti dei comuni isolani. Dai controlli è emersa una situazione di sostanziale conformità alla normativa, anche se in una pescheria di Portoferraio ed in tre ristoranti il personale impiegato ha rilevato alcune mancanze in materia di rintracciabilità dei prodotti ittici detenuti, sollevando dubbi in merito ad una eventuale provenienza illecita (da pesca ricreativa e quindi non professionale). Notevole è stato anche l'impegno profuso dai militari della capitaneria per il controllo e la salvaguardia delle aree sottoposte a misure particolari di tutela biologica ed ambientale, in particolare delle aree protette delle isole di Pianosa e di Montecristo, con l'ormai consueto impiego, durante la stagione estiva, di una motovedetta del corpo per il pattugliamento giornaliero della zona di mare entro un miglio dalla costa di Pianosa, e mediante missioni per la prevenzione del fenomeno del "bracconaggio".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
