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Contratti in regola e ruoli definiti per essere di nuovo competitivi
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PORTOFERRAIO. «La prima cosa che faremo sarà regolarizzare i lavoratori precari, riadeguando i contratti a turno particolare al contratto nazionale». Vincenzo Onorato lo dice subito, quasi non fa in tempo di mettersi a sedere nel salone del Marmorica. Per l'armatore il risanamento delle cause di lavoro dei marittimi Toremar è il primo passo della nuova gestione, il primo segno di discontinuità con il passato. «L'azienda non è in regola nei vostri confronti - dice Onorato - e invece noi vogliamo stare nelle regole. Già nei prossimi giorni provvederemo a uniformare tutti i contratti. Con il passaggio al contratto nazionale non cambia quasi niente per i lavoratori e, allo stesso tempo, l'azienda non rischia niente dal punto di vista legale». Contratti a posto, dunque. Ma il vero pallino di Onorato, a guardare il primo approccio con l'equipaggio Toremar, sta nel perfezionamento dell'operatività della compagnia. «Per prima cosa ognuno deve avere un ruolo definito - precisa - il primo cameriere deve svolgere esclusivamente il suo compito, ovvero seguire i passeggeri. Per nessuna ragione deve stare dietro il banco. Al posto dei bagagli serve uno spazio per un ufficio del commisario di bordo. Sarà imbarcato un marittimo in più che svolgerà il ruolo di cameriere e non è escluso che serva un'altra persona alla cassa». Il messaggio che Onorato ha voluto dare all'equipaggio è inequivocabile, per risollevare l'immagine di Toremar serve organizzazione e unità d'intenti. «Dobbiamo stretti al centro - spiega Onorato - per qualsiasi problema dovrete fare riferimento a un responsabile, la struttura di Moby sarà a disposizione per qualunque necessità. Siamo qui per risolvere i problemi, ma servirà la collaborazione di tutti per ottenere i risultati sperati». (lu.ce.)
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