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«Macché tagli, ci vuole qualità»

Passeggeri a bordo di un pullman
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Passeggeri a bordo di un pullman

Trasporti: Fit Cisl contesta il progetto di gara unica regionale

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 PIOMBINO. «A seguito dell'illustrazione del progetto di gara unica regionale fatta dall'assessore provinciale al ramo Piero Nocchi, la nostra organizzazione è rimasta molto perplessa, non fosse altro per come è stato concepito». Intervengono per la segreteria confederale Fit Cisl Livorno Dario Pierfederici e il coordinatore provinciale autoferrotranvieri Uliano Bardini.  «Il progetto - spiegano - prevede la messa a gara di tutte quelle linee forti (servizi ad alta densità di trasportati) e l'esclusione dei servizi deboli, che generalmente sono i collegamenti di piccoli paesi. Questo meccanismo, se attuato, farebbe venire meno il ruolo sociale del trasporto pubblico locale e produrrebbe un'iniqua differenza di trattamenti tra abitanti dei diversi paesi e pesanti ricadute sull'occupazione del personale».  «Per quei cittadini che abitano in zone decentrate il progetto prevede "dei buoni benzina": ma ci domandiamo come possano utilizzare questa soluzione le persone anziane (la stragrande maggioranza dei trasportati in quelle tratte), rischiando di non garantire un diritto costituzionale come quello della mobilità» sottolineano.  «L'attuale aggregazione delle aziende toscane (Ctt, Tiemme, Ataf con area fiorentina) - riscordano - è il primo passo per raggiungere l'obbiettivo dell'Azienda unica regionale per garantire una migliore gestione economica ed una maggiore efficienza. Lavorando ad un progetto che faccia sinergia tra treni e bus, che vada incontro alle esigenze dei cittadini, con orari spalmati in maniera uniforme durante tutta la giornata e non concentrati in poche fasce orarie, creando linee di bus che coprano il più possibile il territorio e che colleghino luoghi più importanti (ospedali, stazioni, centri commerciali, porto, luoghi turistici, scuole e lavoro), solo cosi potremo rilanciare questo servizio. Siamo certi che è fondamentale investire nel trasporto pubblico: tenuto conto che molti cittadini rischiano di non potersi più spostare con l'auto, visto il continuo lievitare il prezzo del carburante. All'estero le aziende di trasporto pubblico sono in sviluppo, mentre in Italia continuiamo a vederlo come un servizio costoso e improduttivo».

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