Sicurezza
«Anticoagulanti, troppa approssimazione»
Per l'Udc le novità nel servizio di controllo sono state affrettate
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PIOMBINO. Non convince l'Udc l'accelerazione imposta dall'Asl alla riorganizzazione totale del controllo della terapia anticoagulante, passato dalle mani degli specialisti di Villamarina ai medici di base con prelievi periodici di sangue affidati ai distretti. L'Unione di centro, con Luigi Coppola e Simone Verucci, sottolinea i disagi che già si sono registrati e in una nota ricorda che, di fatto, è stato smantellato un servizio ritenuto un fiore all'occhiello della sanità locale. «E' impensabile - si legge - che un sistema consolidato nel tempo possa essere modificato in pochi giorni, senza che ci sia un percorso formativo adeguato per sopperire ai cambiamenti». L'Unione di centro parla di «inaccettabile approssimazione». Ricorda d'aver sollecitato in consiglio comunale precisi chiarimenti, ricevendo dall'assessore Anna Tempestini rassicurazioni e giudizi di eccellenza riferiti alla nuova organizzazione. «Per il momento il risultato è deludente e l'impressione - prosegue l'Udc - è che tutto sia avvenuto in modo non graduale e che ancora una volta si tenti, dietro l'improprio termine "riorganizzazione", di distogliere risorse dalla bassa provincia per trasferirle verso le strutture sanitarie del capoluogo». «L'Assocazione dei pazienti - aggiuge l'Udc - aveva avuto precise garanzie su un percorso graduale e sperimentale. Invece tutto è avvenuto velocemente e senza un'adeguata sperimentazione». Gli esponenti dell'Unione auspicano che ora ci possano essere «un momento di riflessione ed una precisa presa di posizione da parte di tutte le componenti politiche e sociali, affinchè possa essere fatta chiarezza su una vicenda che purtroppo aumenta i dubbi e le perplessità sul futuro della sanità in Val di Cornia».
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