Il dolore
Parco, sfuma il commissariamento
Bloccata l'emorragia di dimissioni dei consiglieri vicini a Tozzi Banfi assumerà la guida fino alla nomina del nuovo presidente
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PORTOFERRAIO. L'ipotesi di un nuovo commissariamento del Parco è scongiurata. O almeno questa è l'impressione che si ha, ora che è ufficialmente iniziato il dopo Tozzi. L'emorragia di dimissioni di consiglieri che era nell'aria il giorno dell'ultimo consiglio del Parco si è arrestata con la rinuncia dei consiglieri di Marida Bessi e Mauro Ginanneschi, mentre è stato reintegrato il vicesindaco di Capraia Luigi Romano. Gli altri consiglieri di nomina scientifica, legati a Tozzi, hanno sciolto le riserve e, tranne sorprese, rimmarranno al loro posto. Sembrano esserci, quindi, le condizioni affinché il vicesindaco di Porto Azzurro e vicepresidente del Parco Angelo Banfi assuma la guida dell'ente, come stabilito dal regolamento. Lo stesso Banfi che non esitò la scorsa estate ad assumere una posizione di netta contrarietà nei confronti di Tozzi sul tema dell'eradicazione degli ungulati dal territorio elbano. Banfi dovrebbe poter contare sul numero legale di consigilieri e guidare la transizione del Parco fino ad aprile, quando scadrà il mandato del consiglio direttivo e il ministero dell'Ambiente e della Regione dovranno traovare un accordo sulla nomina di un nuovo presidente. Nei giorni che ci separano dal passaggio il direttore Franca Zanichelli lavorerà per l'adozione e la presentazione alla Comunità del Parco del nuovo regolamento, piano coste, piano di sviluppo ecoturistico. In pratica la base su cui si svilupperà il lavoro del nuovo presidente che sarà nominato dal ministero. Una figura vicina l'Elba secondo alcuni, un tecnico affermato per altri.
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