La manifestazione
Censimento, sono tremila i ritardatari
Melisanda M. Autunnali
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Il centro di raccolta del Comune dove devono essere riconsegnati i questionari Istat compilati C'è ancora un mese per la consegna dei questionari
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PIOMBINO. Ritardatari, ma informatizzati. Così i piombinesi di fronte al censimento 2011, iniziato nell'ottobre scorso tra mille perplessità, ma ora avviato, se non alla conclusione, almeno alla sua fase finale. Qualcosa come tre migliaia, dicono al Centro di raccolta del Comune, dovrebbero essere infatti coloro i quali ancora non hanno riconsegnato il questionario ricevuto dall'Istat. Per loro rimane circa un mese di tempo: poiché compreso tra 20.000 e 150.000 abitanti, Piombino rientra infatti tra quei Comuni per i quali la scadenza delle operazioni è fissata al 31 gennaio. Ugualmente possibili fino all'ultimo giorno sia la consegna manuale in Comune, sia la compilazione in Internet, circostanza, quest'ultima che ha riservato una sorpresa agli addetti del Centro raccolta, che si sono ritrovati di fronte a una percentuale di compilazioni on line addirittura superiore a quella nazionale. In tutta Italia, spiegano, coloro che hanno scelto di compilare il questionario via Internet sono infatti il 32%, mentre in Toscana sono il 28%: ebbene, a Piombino sono addirittura il 34,3%, dato a cui tuttavia non poco ha contribuito anche l'operato dello stesso Centro, che ha quasi esclusivamente compilato on line i questionari di coloro i quali raggiungevano la sede per farsi aiutare nell'espletamento della pratica. Meno felici, invece, sono i dati complessivi sulle riconsegne. A Piombino infatti i questionari distribuiti erano 18.183, dei quali formalmente ne sono stati restituiti circa 13.500. Nel novero complessivo, chiariscono però al Centro di raccolta, sono anche comprese molte situazioni «di doppioni», ovvero utenti che hanno richiesto un nuovo questionario perché trasferiti da un'altra città, oppure per correggere un indirizzo sbagliato, oppure semplicemente per aver perso il plico ricevuto per posta: «Questo ci porta a capire perché parliamo di circa 3000 questionari ancora da ricevere quando la matematica sembrerebbe indicarne più di 4600». Il consiglio per i ritardatari, in ogni, caso, è quello di affrettarsi, sia che si voglia procedere per conto proprio procedendo tramite web, sia compilando il questionario a mano per restituirlo al Centro di raccolta, dove gli addetti sono naturalmente ancora a disposizione per il supporto nella compilazione. Gli orari dell'ufficio sono: il lunedì, martedì, giovedì e venerdì dalle 15.30 alle 18.30 e il sabato dalle 10 alle 12. Compilare il questionario è obbligatorio per legge: chi non lo fa rischia di beccarsi una multa. Da 266 a 2.065 euro se emerge una esplicita colontà di non consegnare, non completare o scrivere dati volutamente errati. Comunque, scaduti i termini il Comune invia una lettera di diffida. Se non c'è risposta o la risposta negativa, il caso viene segnalato all'Istat: è quest'ultimo a avviare il procedimento che, in casi estremi (e di solito assai rari), fa scattare la sanzione.
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