Sicurezza
Lassessore Giuliani pensa a compensare i tagli specialmente nel settore dei servizi sociali
Entrate in calo, verso un ritocco dell'Irpef
Francesca Lenzi
◗
Il palazzo comunale di Piombino L'anno prossimo due milioni in meno dallo Stato rispetto al 2011
2 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. Nel 2012 oltre due milioni in meno rispetto al 2011. Il clima di austerità e tagli tocca ovviamente anche Piombino che in un paio di stagioni conta, tra la manovra precedente (meno 980mila euro) e i provvedimenti Monti (un milione e 100mila euro in meno) un pesante taglio ai trasferimenti statali. «Per ora non abbiamo arretrato di fronte a nulla - spiega l'assessore alle finanze Massimo Giuliani - Adesso però ci troviamo nella stessa condizione di difficoltà che stanno soffrendo le famiglie italiane». Di fronte alla drastica riduzione finnanziaria imposta dalle ultime manovre risulta chiara l'intenzione di mettere in piedi una strutturazione adeguata rispetto alle esigenze dell'amministrazione locale. La tendenza prevista dal Comune piombinese segue le direttive indicate dall'attuale governo tecnico, proponendo il termine equità come filo conduttore dei provvedimenti. Irpef. Un ritorno dell'Ici non fa ipotizzare entrate importanti nelle casse comunali, ammette lo stesso Giuliani: «Formulata nei termini previsti la reintroduzione della tassa giova allo Stato, molto meno alle amministrazioni locali», e così Piombino punta sull'Irpef, con l'obiettivo di ritoccare i valori dell'imposta sul reddito delle persone fisiche secondo criteri di imparziale diversificazione. «Dobbiamo cercare di capire bene come muoverci sull'Irpef - afferma l'assessore - Considerando i possibili margini per differenziare ulteriormente le tariffe rispetto agli scaglioni di reddito. Il tutto in linea col proposito di compensare i tagli, tra i quali i 300mila euro mancanti dai trasferimenti nei servizi sociali». Imu. Il ritorno della tassa sulla casa, ora chiamata Imu (Imposta municipale unica) rappresenta un'altra possibile entrata per le amministrazioni. Al momento tuttavia sul contributo c'è perplessità nell'ambito dell'effettivo peso di un'imposta diversa, per detrazioni e altre caratteristiche tecniche, rispetto al passato. «Anche se ritengo che un'Ici ben fatta possa essere una tassa opportunamente modulabile - dice Giuliani - adesso lavoreremo su come attuarla, seguendo una direttiva di equità, in base alle esigenze delle nostre casse. Sulla seconda casa cercheremo di privilegiare chi ne fa emergere l'affitto o affida l'abitazione a parenti stretti. Sull'aliquota poi dobbiamo ancora decidere, ferma restando l'intenzione di abbassare ulteriormente la percentuale. L'indicazione suggerita dal governo è del 4%. Noi eravamo arrivati a scendere al 5% dall'iniziale 5,8%. La volontà è di diminuirla». Infine l'assessore dice la propria anche sull'eventualità dell'Imu agli immobili della Chiesa: «In una situazione di sacrificio da parte di tutti i cittadini credo che anche la Chiesa debba contribuire. Occorre però una legge chiara che distingua i luoghi punto di impresa, e quelli di culto che, al di là delle diverse religioni, non ritengo debbano essere tassati».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
