Il Tirreno

In Comune è caccia alla pensione

Francesca Lenzi
A Piombino sono 16 gli impiegati che entro il 31 dicembre prenderanno la via della pensione, su un totale di 253 dipendenti
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A Piombino sono 16 gli impiegati che entro il 31 dicembre prenderanno la via della pensione, su un totale di 253 dipendenti

Alto numero di richieste per evitare gli effetti della riforma Fornero

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 PIOMBINO. Se non è fuga poco ci manca. In un clima di caccia alla pensione, inseguita entro il 31 dicembre, prima della messa in vigore della riforma del ministero Elsa Fornero, tanti i lavoratori, in possesso dei requisiti, che presentano domanda per lasciare l'impiego. Con l'introduzione dello scalone per la classe '52, che modera la stangata sui pensionamenti, la corsa alla domanda si è solo un po' attenuata. La pubblica amministrazione non fa eccezione e i Comuni della Val di Cornia si trovano a dover affrontare la partenza di decine di dipendenti. Se il problema sembra preservare i centri più piccoli, a Piombino sono ben 16 gli impiegati che entro il 31 dicembre prenderanno la via della pensione, su un totale di 253 dipendenti complessivi.  Per il 2012 sono poi già previste altre dodici domande. Numero consistente, fuori dalla norma, frutto però non solo dell'effetto della riforma, ma giustificabile anche da un punto di vista di statistica sociale. Il Comune si è spesso trovato ad assumere a scaglioni, e in tal senso sono normali le uscite a gruppi. Al di là dei singoli casi, i provvedimenti del governo hanno indubbiamente creato scompiglio e preoccupazione tra i lavoratori, che hanno fatto la spola negli uffici del personale per capire la propria posizione nel meccanismo pensionistico.  Se a Suvereto (20 funzionari in totale) e a San Vincenzo (circa un centinaio) non si contano dipendenti a riposo in previsione del nuovo anno, a Campiglia, su un totale di circa 90 impiegati, saranno in sei a smettere di lavorare. Anche dove la riforma Fornero non ha condizionato nell'immediato la fuga dagli uffici, i suoi effetti si fanno sentire nel lungo periodo, attraverso una dilatazione progressiva dell'attesa della pensione per quanti avrebbero maturato i requisiti nei prossimi anni e che invece dovranno rinviare. Per tutti è poi preoccupante la questione dei vuoti negli organici lasciati dai pensionamenti. Semplificando al massimo si parla di un assunto ogni 5 pensionati. Il turnover previsto è nella misura del 20% calcolato sulla spesa, nel rispetto di due limiti: il patto di stabilità e l'ambito del 40% della spesa secondo il rapporto fra la parte corrente e quella personale. A peggiorare la situazione l'introduzione recente di una norma di principio che chiede ai Comuni indicativamente il 50% della spesa sostenuta del 2009, nel ramo degli incarichi a termine. «Da valutare il tipo di strategia da assumere in una politica che, per certi versi potrebbe richiamare al virtuosismo, ma che fa dimagrire gli enti pubblici, toccando poco il centro del potere - spiega l'assessore alle finanze di Piombino, Massimo Giuliani - Questa è una tendenza progressiva, iniziata con le finanziarie del 2005 e 2006 che ha portato oggi a un prosciugamento degli uffici. A fronte di 16 pensionamenti noi potremo introdurne solo 3. Il nostro impegno è quello di ottimizzare le risorse, trasformando questo processo imposto in una riorganizzazione, accorpando le funzioni ad esempio, sempre con l'obiettivo di mantenere invariate la quantità e la qualità dei servizi».

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