Il Tirreno

Aiuti a chi punterà sull'ecologia

Katia Ghilli
Nel piano regionale linee guida per valorizzare l’agricoltura Nel solo territorio livornese ha chiuso i battenti una media di oltre 250 ditte ogni anno nel corso dell’ultimo decennio
◗
Nel piano regionale linee guida per valorizzare l’agricoltura Nel solo territorio livornese ha chiuso i battenti una media di oltre 250 ditte ogni anno nel corso dell’ultimo decennio

In agricoltura sempre più ditte a rischio, dalle Regione un piano di sostegno

2 MINUTI DI LETTURA





 VENTURINA. La Regione discute del piano regionale agricolo forestale 2011-2015 e di quali linee guida dovrà adottare per valorizzare l'agricoltura che, nel solo territorio livornese, ha visto chiudere una media di oltre 250 ditte ogni anno nel corso dell'ultimo decennio.  I primi risultati che emergono dall'ultimo censimento Istat sull'agricoltura sono impietosi. Nel territorio livornese, dal 2000 al 2010, sono scomparse oltre 1560 ditte che operavano nei terreni seminativi, altre 1500 ditte che si occupavano della gestione della vite e ben 620 imprese attive nel settore dell'ortofrutticolo. Solo i terreni seminativi che sono diminuiti ammontano a 4mila. A questi si aggiungono altri 300 ettari in meno prima destinati al vino.  Gli operatori del mondo agricolo guardano con attenzione al prossimo piano agricolo anche perché arriva a cavallo di due fasi di programmazione delle politiche comunitarie (2007-2013 e dal 2014 al 2020).  L'intenzione della Regione è rilanciare lo sviluppo economico della Toscana attraverso la crescita di tutti i comparti produttivi, ridefinendo un nuovo modello di coesione sociale.  In Val di Cornia, si cercherà d'attivare un miglioramento della competitività del settore attraverso l'ammodernamento e l'innovazione delle imprese. Ci saranno poi politiche dedicate alle filiere, soprattutto quella corta, dal contadino al consumatore, ed alle infrastrutture, attraverso investimenti specifici.  Particolare attenzione sarà posta alla valorizzazione delle risorse idriche superficiali ed al risparmio idrico in agricoltura che, in Val di Cornia, porterebbe ulteriori consumi sul prelievo dell'acqua di falda.  Altro fronte che la Regione intende promuovere è quello dell'aggiornamento professionale degli operatori. Non secondario sarà il tema dell'adeguamento in termini di sicurezza dei mezzi e delle attrezzature che devono essere impiegate durante il lavoro nei campi.  Un intero capitolo del nuovo piano regionale sarà dedicato alla conservazione della biodiversità ed alla valorizzazione degli usi sostenibili del territorio rurale. Così entrano in gioco la promozione della conduzione delle aziende che utilizzano il metodo biologico e l'incentivazione alla difesa delle colture con sistemi poco inquinanti. La Regione ha intenzione di coniugare il patrimonio agricolo forestale con il turismo, in particolare quello escursionistico, naturalistico e didattico. A livello locale, si tratta di valorizzare le aree boscate del territorio di Sassetta. In questo modo si cerca di creare le condizioni migliori per preservare le razze bovine ed ovine. C'è anche la questione della pesca all'attenzione della Regione.  L'intenzione è chiedere il coinvolgimento delle realtà locali per discutere di possibili piani di gestione di zona dove definire aree di pesca. L'idea è quella di trovare strategie che permettano il mantenimento e, in alcuni casi, addirittura la ricostruzione degli stock del pescato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa