Sicurezza
Lucchini, le ditte restano in attesa dei soldi
Francesca Lenzi
La Cna: «Speriamo che la situazione si sblocchi la prossima settimana»
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PIOMBINO. Buon Natale, ma non per tutti. Alla notizia positiva sull'accordo finalmente raggiunto tra la Lucchini e le banche per la ristrutturazione del debito, non fa seguito la liquidità dei sei milioni per le aziende dell'indotto, promessi dall'azienda al Comitato fornitori, per tamponare le emergenze. O, almeno, non per tutti. L'importo è sulla carta già utilizzabile, senza dover aspettare la convalida del tribunale di Milano, procedura che richiede dai 30 ai 60 giorni, necessaria per liberare il resto dei soldi provenienti dalla vendita Ascometal. Per i lavoratori delle società dell'indotto la speranza era quindi di poter festeggiare il Natale nel migliore dei modi, economicamente parlando. Speranza però, fino a ieri, disattesa per diverse aziende. «Per ora non è cambiato nulla - spiega Emanuela Minelli, coordinatrice Cna per la Val di Cornia - Stiamo aspettando il via libera per i pagamenti, ma al momento non ci sono novità. Speriamo di averle per la prossima settimana; certo la situazione ad oggi è tristissima, non solo per gli operai coinvolti, ma per tutta la città. Sei milioni sono veramente poco nel contesto attuale, ma meglio di niente». D'altra parte Confindustria conferma la disponibilità immediata dei sei milioni, annunciando l'avvio dell'erogazione già da giovedì scorso. «Al momento della firma l'impegno preso è diventato effettivo - spiega Umberto Paoletti, direttore di Confindustria Livorno - Ovviamente esistono vari gradi di urgenza per ogni singola azienda, ma i sei milioni ci sono e i pagamenti verranno effettuati nei prossimi giorni». Per il grosso dei soldi si dovrà quindi attendere l'approvazione del tribunale, che non dovrebbe arrivare oltre fine febbraio. Tra fiducia e perplessità i rappresentanti delle imprese confidano nell'accordo raggiunto tra Lucchini e banche, valutando come positiva anche la scelta sulla riduzione della fermata dell'altoforno che ripartirà non più il 18, ma il 9 gennaio. «Dopo aver aspettato così tanto, speriamo che il tribunale lo ritenga un piano valido - afferma Minelli - Altrimenti sarebbe drammatica, con i tempi allungati a dismisura. Quanto allo stop dell'altoforno la riteniamo una buona notizia; auguriamoci solo che poi si possa ripartire». Più ottimistiche le parole di Paoletti, che comunque invita a rafforzare l'impegno: «Adesso siamo alla fase più importante per il futuro dello stabilimento - afferma - L'accorciamento della fermata è positivo, come tutto ciò che riduce l'impatto di questa grave crisi».
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