Lutto
Commercianti portoferraiesi delusi, ma non mancano le eccezioni
Natale al tempo della crisi Gli elbani comprano meno
Stefano Bramanti
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Lesterno del negozio Bambi nel centro storico a Portoferraio 3 MINUTI DI LETTURA
PORTOFERRAIO. Talvolta sono preoccupati, avviliti, anche arrabbiati, ma per qualcuno le cose vanno bene. Un Natale da dimenticare per i commercianti di Portoferraio, alle prese con la vigilia della festività e intenti a fare i conti con la crisi. E gli acquisti sono meno rispetto agli altri anni. Il Natale della città che fu di Napoleone e dei Medici si preannuncia meno spendaccione del solito. La maggior parte dei commercianti preferisce non parlare. Forse un modo per non ammettere le proprie difficoltà commerciali, forse per non dire cose pesanti contro tutto e tutti. Qualcuno evita solo perchè ha da fare, ci sono clienti. Però c'è anche chi se la sente di parlare ed è il caso del negozio Del Torto che si occupa di antichità in Calata. «I negozi da queste parti sono mezzi chiusi da 30 anni - dice Claudio Del Torto - in calata ormai molti d noi non incassano i soldi per ripagarsi della corrente elettrica. Per Natale vendiamo qualche stampa e d'epoca. Il problema non è poi del tutto legato alla crisi, e fa capo alla città che muore, non è vitale. Abbiamo fatto Comitati tra tutte le categorie per tentare strade migliori, niente da fare, ci sono cambi di gestione frequenti e i giovani tentano ma spesso falliscono. Io sono impegnato dal 1957, ormai stiamo aperti per pigrizia». Sulla stessa lunghezza d'onda Dolores, negozio di abbigliamento della Calata, aperto da 42 anni, con insegna Joelle. «Crisi nera, - dice la negoziante - il nostro centro storico è privo di vita. Non è colpa del Comune, sono le abitudini che cambiano. Vendo qualche sciarpa per Natale, cappellini, maglie. I giovani lavorano 6 mesi, poi con il 70% dello stipendio come disoccupazione, se ne vanno in Thailandia. Ci rifacciamo in estate». Qualche passo più in là Il Libraio. La musica cambia. «Molto bene le vendite sotto Natale, libri, soprattutto romanzi, Niente crisi». E spostandosi nel cuore del centro storico c'è Bambi, negozio di articoli da bambino. «Una situazione fallimentare e il Comune ha alcune responsabilità: la luminaria natalizia è veramente scarsa, il centro storico è abbandonato e non curato - dice la titolare- il traffico recentemente è stato bloccato e quindi la nostra zona è stata ancora più isolata. I nostri prodotti poi se la cavano sempre perché ai bambini c'è sempre qualcosa da regalare. Male anche la televisione che manda continuamente messaggi negativi su questa crisi e quindi la gente fa più attenzione a spendere». Sul versante dei gioielli le cose sembrano andare leggermente meglio, è il caso in via Carducci "Le briciole d'oro" gestita da Andrea Feola, un giovane. «Pensavo peggio - dice - qualche piccolo regalo sta andando, gli acquisti dei tempi della lira ce li scordiamo con l'euro è tutto raddoppiato. Un problema che poi colpisce tutto il commercio e attendiamo gli ultimi due giorni prima di Natale: sono quelli in cui la gente acquista di più».
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