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Vallesi traccia il bilancio, spesi quasi sei milioni
Lavori finiti e Cornia più sicuro, ma il ponte di ferro va demolito
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Una gru al lavoro lungo gli arigini del Cornia 2 MINUTI DI LETTURA
VENTURINA. Completato il terzo lotto delle opere previste per la riduzione del rischio idraulico del fiume Cornia. Il Consorzio di bonifica dell'Alta Maremma, ente attuatore degli interventi, ha terminato il lavori entro il termine del 30 di novembre. I dati dell'operazione sono stati comunicati dal presidente del Consorzio, Giancarlo Vallesi, in una conferenza stampa. Lo stadio di avanzamento dei lavori è giunto al 78% e sono stati impiegati 5.700.000 euro dei 7.300.000 forniti dallo Stato e dalla Regione. Col primo lotto, terminato nell'ottobre del 2009 e costato 1.828.500, si è provveduto al rialzo ed al riallineamento degli argini destro e sinistro nel tratto tra la località Ponte di Ferro e Rampa Merciai; col secondo, conclusosi nell'ottobre del 2010 con una spesa di 1.707.766, si è proseguito l'intervento sugli argini dalla località Rampa Merciai fino alla vecchia Aurelia. Il terzo lotto, che ha interessato il margine destro dal ponte di Cornia fino all'innesto col Rio Merdancio in località Roviccione, ha richiesto l'impiego di 2.128.380. «Queste opere - ha spiegato Vallesi - scongiurano la possibilità della rottura degli argini, ma non quella del tracimamento, anche se affinchè questo si verifichi bisogna che piova davvero in abbondanza, ad esempio dalle colline di Sassetta fino a Massa Marittima». I lavori comunque non sono conclusi: un altro interesserà il ponte di ferro e rientra nelle competenze del Comune di Piombino. «Il ponte poggia su piloni che si trovano all'interno degli alberi e che ostacolano il flusso acqueo. Tolti quelli - ha affermato Vallesi - un pericolo sarebbe eliminato». Questa soluzione troverebbe contraria la Sovrintendenza, favorevole a mantenere il ponte nella sua architettura originaria. Senza mezze parole, il sindaco Soffritti ha dichiarato che «il ponte di ferro dovrebbe essere demolito per non vanificare i lavori fatti finora». (f.r.)
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