Il Tirreno

Vice preside all’Isis e impegnato nella cultura, aveva 60 anni

E' morto Luciano Novelli, fatale un improvviso malore

Melisanda   Massei Autunnali
Luciano Novelli aveva 60 anni
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Luciano Novelli aveva 60 anni

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 PIOMBINO. Forte commozione in città per la morte di Luciano Novelli, vice preside dell'Isis Volta-Pacinotti e in passato insegnante di laboratorio meccanico prima a Venturina poi a Piombino. Novelli è deceduto improvvisamente ieri mattina nella sua abitazione di Fiorentina, mentre si stava preparando per accompagnare in città la moglie Simonetta Tagliaferri, anche lei insegnante.  Il malore - un aneurisma aortico - proprio mentre stava conversando con la donna: inutili i soccorsi, nonostante il pronto intervento del 118.  Novelli, che aveva 60 anni, lascia anche la figlia Marta.  La camera ardente è stata allestita alla stanza del commiato della Pubblica assistenza, in località Macelli. Questo pomeriggio alle 14 la salma sarà trasferita a Livorno per la cremazione.  Personaggio molto conosciuto, Luciano Novelli era nato a Piombino il 15 marzo 1951. Di lui si ricordano le passioni sportive (il rugby, che lo aveva legato alla squadra locale, ma anche il calcio, come tifoso dell'Inter) ma soprattutto l'impegno civile e politico, che lo aveva portato a rivestire numerose funzioni nel contesto cittadino. Non uno storico di professione, Novelli era stato molto vicino alle attività degli studi storici piombinesi: tra i fondatori della rivista "Ricerche storiche", aveva fatto parte tra gli anni '80 e '90 del Centro studi storici ed era stato presidente della Fondazione Romuardo Cardarelli, nonché membro del comitato di gestione della biblioteca comunale.  Sempre alla metà degli anni Ottanta il suo impegno - spesso condiviso con la moglie - si era tradotto nella partecipazione attiva alla cosa pubblica, che lo aveva visto consigliere comunale per il Pci per alcuni anni.  Nella scuola era entrato alla metà degli anni Settanta, all'istituto termo-idraulico di Venturina, poi chiuso nei primi anni Novanta. Il trasferimento a Piombino lo aveva visto insegnare per diversi anni tra Iti e Ipsia, fino alla nomina di vicepreside che tuttora ricopriva.  «Persona squisita - ricordano gli amici - che univa l'impegno e gli interessi a un carattere vivace e allegro».

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