Il Tirreno

Ridotta la cig e scongiurati i timori del sindacato sulla tenuta dell’impianto per la lunga fermata

Altoforno, ripartenza anticipata

Cristiano Lozito
Una veduta della fabbrica e il sindaco Anselmi
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Una veduta della fabbrica e il sindaco Anselmi

Via il 9 gennaio invece del 18 grazie all'arrivo di nuovi ordinativi

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 PIOMBINO. Dopo l'accordo con le banche sulla ristrutturazione del debito, ieri è arrivata la notizia della riduzione della fermata dell'altoforno: la Lucchini infatti - col nuovo cda in carica da appena 24 ore - ha fatto sapere che «grazie a una ripresa, seppur timida, del mercato legato ai prodotti di alta qualità, è stato deciso di anticipare la ripartenza dell'altoforno dal 18 al 9 gennaio». Decisamente una novità positiva per le sorti complessive dello stabilimento soprattutto perché l'anticipo della ripartenza scongiura i timori avanzati dal sindacato sulla tenuta dell'impianto con uno stop così prolungato.  Inoltre il riavvio anticipato dell'altoforno (ieri sono iniziate le procedure per la fermata) ovviamente rappresenta un'iniezione di fiducia dopo un lungo periodo buio, oltre a ridurre di una decina di giorni la cassa integrazione.  La decisione è stata comunicata al sindacato nella tarda mattinata di ieri al termine di un incontro tra la direzione risorse umane della Lucchini e i coordinatori rsu. Decisione spiegata appunto con l'arrivo di nuovi ordini relativi alla produzione di vergella e di semiprodotti di alta gamma.  Di conseguenza la ripartenza del reparto acciaieria è prevista intorno al 16 gennaio, mentre per la laminazione vengono ipotizzate le date del 9 gennaio al tve e del 16 a tmp e tpp.  Per le rsu Lucchini la notizia di un anticipo del riavvio dell'altoforno «è positiva per due aspetti - commentano Sergio Cardellini, Lorenzo Fusco e Mirko Lami, coordinatori rsu rispettivamente di Fim, Uilm e Fiom - primo per la tenuta dell'impianto, secondo per il fatto che sono state ascoltate le preoccupazioni sollevate dai sindacati».  Ancora da chiarire invece come ripartirà la fabbrica dopo la pausa, ossia la quantità di ghisa che l'altoforno sarà chiamato a produrre alla ripresa di gennaio e quindi anche quale sarà la gestione dello stabilimento e i suoi riflessi sull'occupazione.  Rispetto alla formalizzazione dell'accordo sulle banche invece il giudizio delle rsu è positivo perché «finalmente dopo tanti mesi è arrivato uno strumento per cercare di far ripartire la fabbrica, ma restano aperte le problematiche relative all'adeguamento degli organici, dei contratti a termine, delle produzioni e alla ricerca di un acquirente». Ma quel che più conta per le organizzazioni sindacali «è l'impegno e l'unità di tutti per mantenere il ciclo integrale con alta produzione e alta qualità». Insomma - avverte per l'ennesima volta il sindacato - uscire dal ciclo integrale rappresenterebbe una sciagura dal punto di vista occupazionale.  Ma è naturale che in una giornata così prevalga la speranza: «La strada è lunga - ammette il sindaco Gianni Anselmi - ma credo che in questi due giorni siano arrivati dei segnali importanti, da raccogliere e interpretare positivamente».

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