Sicurezza
Sbloccato il piano di rientro del debito, subito 6 milioni per le urgenze dellindotto
Le banche firmano l'accordo
Francesca Lenzi
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Laltoforno Lucchini Un nuovo cda alla guida dell'azienda, Mattera presidente
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PIOMBINO. C'è l'accordo definitivo fra le banche e la Lucchini sul piano della ristrutturazione del debito. Ieri intorno a mezzogiorno sono stati firmati i contratti relativi all'accordo raggiunto. Accordo che in queste ore sarà depositato al Tribunale di Milano. La procedura prevede dai 30 ai 60 giorni perché il piano venga omologato dal giudice. Al più tardi, dunque, i soldi previsti nel piano - circa 190 milioni - arriveranno nelle casse della Lucchini per la fine di febbraio. Intanto però può già ripartire il flusso dei pagamenti. In questo senso sono già utilizzabili i sei milioni che l'azienda si era impegnata a versare al comitato creditori delle aziende dell'indotto. Novità anche sul fronte gestionale. L'assemblea degli azionisti Lucchini, ieri pomeriggio, ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione. Massimo Mattera, manager con un passato in Imi San Paolo e indicato dalle banche creditrici, è il nuovo presidente. Nicolas Vallorz, indicato da Mordashov, è il vice presidente. Marcello Calcagni lascia la carica di presidente e conserva quella di amministratore delegato (Ceo). Pierre Varnier, indicato dalla società di management Eim, viene ufficializzato come direttore per la ristrutturazione (Cro). Entra nel cda anche Maurizio Ria, uno dei partner della Eim, come direttore finanziario (Cfo) ad interim. A dare la notizia del raggiunto accordo è stato per primo il sindaco Gianni Anselmi che già martedì notte aveva scelto Facebook per annunciare quello che si sarebbe concretizzato solo una dozzina d'ore dopo. L'informazione pubblicata sul social network dal primo cittadino di Piombino, è stata accolta con sorpresa e un po' d'imbarazzo dall'azienda, ed è stata confermata solo nel tardo pomeriggio di ieri con un comunicato ufficiale. Soddisfazione da parte dei sindacati, che vedono nell'intesa un primo passo per uscire dalla crisi più profonda. «È una notizia positiva - sostiene Vincenzo Renda, segretario della Uilm - le preoccupazioni però restano tutte. L'obiettivo è di parlare quanto prima con i ministeri sul futuro dello stabilimento e sulla questione del lavoro e dei contratti a scadenza. I problemi restano legati al mercato, con l'incognita maggiore su chi prenderà in mano la fabbrica e con quale piano industriale». Gli stessi dubbi sono anche della Fiom, attraverso le parole del segretario Luciano Gabrielli: «È un primo passo, importante per il pagamento delle imprese e per gli stipendi dei lavoratori. Restano come finalità, adesso, la difesa del ciclo integrale e l'incontro con il ministero». «Ora si tratta di continuare il lavoro per assicurare un futuro solido e certo alla Lucchini e ai suoi lavoratori. Ma intanto questo è uno squarcio di luce che si apre per i lavoratori, alla vigilia di Natale». Così il presidente della Regione, Enrico Rossi, commenta l'accardo raggiunto. «Un risultato - dice Rossi - verso cui abbiamo lavorato con un pressing costante. L'ok da parte delle banche permette di dare alla Lucchini tranquillità per il medio periodo». Intanto, spiega una nota della Regione, prosegue il lavoro. Nelle prossime ore Rossi e l'assessore al lavoro Gianfranco Simoncini incontreranno il ministro dello sviluppo economico Corrado Passera al quale chiederanno «un impegno convinto per favorire la ripresa dell'azienda». Compiacimento arriva anche dal presidente della Provincia, Giorgio Kutufà, che tuttavia invita a proseguire nell'impegno di rilancio della fabbrica: «Sono soddisfatto che finalmente si sia concretizzato questo asseveramento così sofferto - afferma Kutufà - È senza dubbio un punto fermo che consente la possibilità di fondi per le imprese dell'indotto. È però solo una boccata d'ossigeno che evita il collasso immediato; servono adesso un mercato in ripresa e un soggetto economico con un piano industriale che si prenda carico del futuro dell'azienda. Inoltre è necessario che il governo metta in piedi un progetto per Piombino». Intanto lo stop dell'altoforno, previsto da domani al 18 gennaio è confermato, anche se sembra possibile, alla luce dei nuovi eventi, una riduzione della fermata.
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