Il Tirreno

Slitta ancora l’attivazione del piano con le banche che libererebbe 190 milioni

Niente soldi, sale la protesta

V.P.
La protesta degli operai della ditta Tre Emme rimasti senza stipendio
◗
La protesta degli operai della ditta Tre Emme rimasti senza stipendio

Indotto in ginocchio, sciopero spontaneo alla Tre Emme

2 MINUTI DI LETTURA





 PIOMBINO. Il piano di asseveramento, domani. Un po' d'ossigeno per far respirare le ditte dell'indotto, domani. E domani non arriva.  La situazione in Lucchini è sempre più pesante. Ogni giorno sembra essere quello buono, per la presentazione del piano finanziario legato al rientro dal debito maturato dall'azienda per un ammontare di circa 770 milioni.  L'operazione permetterebbe di sbloccarne 190, derivati dalla vendita di Ascometal.  Nelle aspettative generali, quei soldi erano attesi prima di Natale. E lo sono ogni giorno di più, anche se il calendario pare remare contro. Natale è ormai dietro l'angolo.  Circa 67 milioni verrebbero utilizzati per riprendere il pagamento delle fatture emesse dalle ditte d'appalto. Fermo, nella maggior parte delle situazioni, al febbraio scorso.  Senza il piano di asseveramento, non si libererebbero nemmeno quei 6 milioni che l'azienda si è impegnata a versare al momento della presentazione. Anche senza attenderne l'omologa, che richiede tempi burocratici ancora più lunghi.  E' stato l'amministratore delegato, Marcello Calcagni, a garantire l'erogazione di questa piccola tranche, nel corso dell'ultimo vertice a Firenze tra la Regione, le istituzioni locali, i sindacati e direzione.  «Quei sei milioni sono il risultato di una nostra stima. In sostanza sono destinati a tamponare le emergenze delle emergenze menter il fatturato scaduto si aggira intorno ai 120 milioni», spiega il direttore di Confindustria, Umberto Paoletti.  Il comitato dei fornitori, infatti, nato in seno alle associazioni datoriali, ha completato il monitoraggio delle singole aziende dell'indotto. Per ciascuna ha individuato il livello di esposizione con Lucchini e le necessità più impellenti da affrontare.  La somma che l'ad si è impegnato a liquidare più velocemente potrebbe contribuire a contenere l'onda d'urto delle scadenze della fine d'anno.  A partire dalle tredicesime dei dipendenti. Quelli della Tre Emme, ieri non hanno aspettato più e sono scesi in sciopero, appoggiati nella decisione da Fim, Fiom e Uilm.  Sono una settantina. Chiedono salario e mese doppio. E ancora non sanno da che parte arriveranno.  Per i dipendenti Lucchini, finora i tempi sono stati rispettati mentre è saltato il pacco di fine anno.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa