Gioco
Natale più povero ma senza rinunciare ai cenoni nei locali
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Persone ad un cenone di Capodanno3 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. Natale più povero, ma senza rinunciare al cenone. Né a quello della Vigilia, né tantomeno a quello di San Silvestro, per il quale già molti locali vantano il tutto esaurito e altri si preparano a punte dell' 80-90 per cento di frequenza. Il crollo dei consumi conseguente la manovra economica non ha risparmiato Piombino, spiegano sia Confesercenti che Confcommercio, «città che in più è gravata dalle attuali e preoccupanti condizioni delle Acciaierie». Il risultato, approfondisce Confesercenti è uno stato attuale del commercio «terribile», e tale da indurre quotidianamente i commercianti, anche a Venturina, all'organizzazione di eventi, giochi, iniziative-lancio per andare incontro alle difficoltà del consumatore medio. Il quale, già a una prima analisi, sembra però volersi conservare in tasca una carta speciale: quella cioè di un budget da spendere per mettersi a tavola in compagnia e salutare così il Natale o l'anno nuovo all'insegna della buona cucina e del divertimento. «È vero - conferma Confesercenti - Molti preferiscono rinunciare all'acquisto di un regalo a vantaggio di un cenone. E il livello qualitativo medio-alto dei ristoranti della nostra zona finisce col premiare queste categorie, sia di clienti che di operatori». «Chi ha più energia si muove senz'altro meglio» sottolinea Enrico Clores, presidente nazionale Aibes, nonché prefetto Aigs Toscana. Già gestore di alcune importanti strutture del territorio, Clores sta attualmente collaborando con alcuni ristoranti locali per la preparazione dei menù delle prossime festività. Il suo quadro è la conferma di uno stato di cose che fa sorridere le strutture della Val di Cornia. «Già ai tempi della mia gestione di un locale di San Vincenzo - ricorda Clores - potevo notare come addirittura per la Befana, e in tempi già di crisi, si riuscivano a mettere insieme 50-60 persone investendo su qualità e su un intrattenimento che non era mai quello del cantante o del cabarettista di grido. Questo genere di personaggi non è ciò che più interessa alla gente, che in queste occasioni desidera solo mangiare bene e divertirsi in serenità». Quel che conta, piuttosto, spiega l'esperto, è fare leva su spunti anche piccoli, ma importanti e graditi «il cotechino con le lenticchie, tradizione che era tramontata e che è tornata in voga, oppure una cena leggera da accompagnare alle penne alle due di notte». E poi pacchetti che sfruttino il più possibile le caratteristiche del territorio: «Abbiamo la fortuna di poter contare su una zona bellissima che in questo periodo ha ancora un clima di 17-18 gradi - osserva Clores - gli operatori che riescono ad approfittarne sono quelli che realizzano i migliori affari in questo periodo». Per lo stesso motivo va bene anche la festa in piazza organizzata dal Comune: «Certamente - conclude il presidente Aibes - poiché rappresenta una buona possibilità anche per la ristorazione. L'importante è saper sfruttare l'opportunità con buoni input».
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