Il Tirreno

Toscana Promozione presenta la serie di iniziative a dieci anni dalla morte del celebre sub francese

Il tributo dell'isola a Jacques Mayol

Jacques Mayol in una delle sue imprese negli abissi del mare e (a fianco) il sub in una vecchia immagine su una barca al largo dell’Isola d’Elba
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Jacques Mayol in una delle sue imprese negli abissi del mare e (a fianco) il sub in una vecchia immagine su una barca al largo dell’Isola d’Elba

Mostre fotografiche, video e rievocazioni per ricordare l' "uomo delfino"

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 CAPOLIVERI. Mostre fotografiche, letture pubbliche, rassegne video, testimonianze. Ma il vero regalo sarà l'apertura, nell'ultima settimana di marzo, di Villa Glaucos, la casa dei suoi sogni costruita a Calone (Capoliveri). La stessa casa che apriva solo per gli amici più intimi. Una serie di iniziative da non perdere, insomma, dedicate al ricordo di Jacques Mayol.  Il grande apneista e intellettuale francese morto suicida nel 2001. Il mare dell'Elba era per lui l'ambiente ideale, la sua vera casa: "Le grand blue", come intitolò nel film dedicato a lui il grande regista transalpino Luc Besson. Sui fondali di Pareti realizzò sei record, arrivando fino a 105 metri di profondità.  Mayol si faceva chiamare l' "uomo delfino", il soprannome che ha dato il titolo al suo libro manifesto, del 1979, che illustra le sue teorie in gran parte anticipatrici dei modi di sentire, oggi ben più sentiti, dell'ambientalismo.  La sua sfida a distanza con Enzo Maiorca è entrata nella storia dello sport mondiale. La notizia del suo suicidio, il 22 dicembre 2001 fece il giro del mondo e oscurò il ricordo delle sue imprese sportive, delle sue ricerche scientifiche e delle sue idee sul rapporto dell'uomo con il mare e gli animali.  Decise di togliersi la vita il 23 dicembre del 2001, proprio a pochi giorni dal Natale. Si impiccò a un trave del salone nella sua amata villa di Capoliveri, costruita sulla scogliera a picco sul mare della Costa dei Gabbiani. In una busta gialla aveva riposto una lettera con le disposizioni post-mortem: cremazione e dispersione delle ceneri nel mare di Montecristo. Proprio nel mare che lui aveva sempre amato durante la sua lunga carriera da campione di apnea.  Ieri il figlio Jean-Jacques e gli ideatori del sito www.elbadipaul.it hanno presentato il programma delle iniziative a Toscana Promozione.  «Il rilancio dell'Elba parte sotto il segno di Mayol - dichiara l'assessore regionale alla promozione turistica, Cristina Scaletti - un grande uomo e un grande sportivo, che scelse i fondali dell'Isola per passione e l'Elba per vivere. Con lui questo fantastico territorio è diventato "le grand blue". Il primo programma di iniziative del 2012 può essere una buona occasione di rilancio dopo un anno durissimo per l'isola, colpita dall'alluvione dello scorso 7 novembre».

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