Trasporti
Nessun sequestro
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Nessun sequestro nel mio negozio Il negozio di abbigliamento Carnevali di Piombino si trova costretto a reagire con determinazione in relazione ad un fatto ingiusto subito, che appare assolutamente incredibile ed increscioso. Da qualche tempo, infatti, si è sparsa la notizia assolutamente falsa, che il negozio Carnevali abbia subito, da parte di non meglio precisate autorità, il sequestro di capi di abbigliamento contraffatti della marca Napapjiri; addirittura sarebbe stato elevato al titolare dell'esercizio commerciale un verbale. A causa di ciò, la casa madre Napapijiri avrebbe interrotto il rapporto commerciale con il rivenditore. La falsa notizia che inizialmente pareva fosse scaturita da una "goliardata", con il passare del tempo ha avuto sempre più eco, non solo a Piombino, sino ad assumere la valenza di una voce corrente rispetto ad un fatto risaputo. Il tutto è coinciso con la circostanza che Carnevali ha deciso, proprio sponte, di cessare il rapporto con Napapjiri per motivi prettamente e strettamente commerciali. Ebbene, tutto ciò ha creato diffidenza da parte della clientela del negozio e conseguentemente un gravissimo danno di immagine per l'esercizio commerciale. Con il presente comunicato rendo noto di aver incaricato l'avvocato Bruno Pavoletti di Piombino di valutare ogni possibile iniziativa da intraprendere, compresa quella di denunciare il fatto alle competenti autorità affinché si proceda, anche in sede penale, al fine di fare chiarezza e punire il o i colpevoli di tali azioni che hanno del tutto gratuitamente non solo danneggiato l'immagine del negozio, ma anche e soprattutto leso l'onore e la reputazione del suo titolare. Auspico che l'ormai ultra decennale rapporto con la clientela sia sufficiente comunque a sgomberare ogni dubbio sulla verità dei fatti e ringrazio di cuore per l'attenzione. Silvestro Carnevali (Piombino) Il nostro canile non è fatiscente Difficile, per me, relazionare con Fli, Enpa, Asl nella loro complessa strutturazione e nelle loro autorevoli affermazioni. Tuttavia, uscendo dalle emozioni personali, ecco le mie osservazioni rilevate durante la collaborazione data nell'ultimo periodo per l'accudimento degli animali. La mia presenza nel canile ha coinciso con la messa a punto di piccoli interventi di manutenzione promessi: pannelli di protezione dal sole e dal vento sui recinti dei box più esposti; installazione a norma dell'impianto elettrico; ripristino di fognature; rispetto di regole per la pulizia e per l'accesso al canile per tutti. La maggior parte dei box è posta fuori dalla struttura dell'edificio, si appoggia a muri di recinzione con tettoie proprie. Pochi box si trovano ancora sotto le tettoie originali. Anche gli spazi per le attività degli operatori e per la sgambatura dei cani sono distanti dall'edificio. Tutto questo suona lontano dall'ipotesi di maltrattamenti degli animali derivante dall'accezione ristretta del termine fatiscente che è inapplicabile a tutta quanta la struttura del canile. In conclusione, in attesa di una ottimale realizzazione di un nuovo canile, mi preme sottolineare la cura professionale e l'organizzazione con la quale sono accuditi i cani ospitati. Rosanna Costa (Piombino) Addio a don Pini un uomo buono Quando mi hanno telefonato dicendemi che don Pini era andato a raggiungere la Casa del Padre, confesso di aver provato una profonda commozione. È vero, si conosceva il suo stato di salute, ma trovarsi di fronte alla sua scomparsa è stato tremendo. Poi, passato il primo istante, mi sono tornati alla mente tanti trascorsi, tanti episodi. Ho ricordato quando subito dopo la guerra, con alcuni ragazzini come me, venivamo a quel fondo situato all'inizio di via Livorno e che fungeva da chiesina dove sul marciapiede, in due, uno che teneva una piccola campana con ambedue le mani e l'altro tenendo il battacchio a cui era legata una cordicella, annunciavano la santa messa o un'altra funzione religiosa. Poi la tragedia della chiusura della Magona; un'avvenimento vissuto da tutti in maniera veramente tragica, accanto a coloro don Ivo Micheletti in testa per cercare di alleviare le sofferenze di tante famiglie colpite dai licenziamenti. Quindi il mio ricordo è continuato con la sua presenza alle Acli. E la vicenda delle Acli di Piombino le ha seguite finché nel 1958 si trasferì a Massa Marittima. Tornò nel 1971 nella nostra città è continuò a starci vicino. Ma soprattutto non posso dimenticare l'umanità di don Pini. I consigli che ha saputo darmi per tante occasioni per le quali mi sono rivolto a lui. Consigli di un uomo buono che sapeva infondere speranza e amore per il prossimo. E aveva sempre una parola di conforto. Si appassionava molto alle vicende del mondo. L'ho sentito due giorni prima che ci lasciasse. Era affaticato e forse consapevole del suo stato. Ci ha lasciato in punta di piedi, come in punta di piedi aveva vissuto. Sergio Mannari (Piombino) Grazie al personale di Villamarina Le famiglie Camerini ed Eleuteri, in occasione della nascita della piccola Emma Maria rivolgono pubblicamente un sincero e sentito ringraziamento a tutto il personale di ginecologia, ostetricia e pediatria dell'ospedale di Villamarina, per il reale rapporto di umanità instaurato con i pazienti, la ricca professionalità ed il senso di servizio anche oltre le proprie competenze. Siamo sicuri che il reparto possa essere considerato un fiore all'occhiello della nostra sanità. Tommaso Camerini, Serena Eleuteri, Emma Maria e famiglie (Piombino)
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