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Lago artificiale al Condotto

L’invaso del Condotto che diventerà un laghetto artificiale
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L’invaso del Condotto che diventerà un laghetto artificiale

Avrà una capacità di 80mila metri cubi per 30 litri al secondo

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 PORTOFERRAIO. Una cava dismessa che diventa un laghetto artificiane. Un grande serbatoio d'acqua. Un invaso idrico capace di contenere qualcosa come 80mila metri cubi di acqua che potrebbe fornire 30 litri al secondo se utilizzato continuativamente per un mese. L'intervento costerà un milione e mezzo di euro. Un progetto che rientra nel programma legato agli invasi idrici di Asa che è giunto alla fase finale.  Il Comune di Portoferraio ha dato il via libera, l'Asa sta facendo la gara per appaltare i lavori. La zona interessata è quella di Bucine-Condotto dove dopo anni di lungaggini burocratiche prenderà forma un'idea che rientra nei piani di Asa per contrastare la crisi idrica elbana. Si tratta di un'opera che avrebbe dovuto essere già pronta, ma che ha subito ritardi nell'acquisizione dell'area che il Comune ha infine ottenuto. La gara per i lavori è partita, la realizzazione è prevista prima della prossima stagione estiva. L'intervento consiste nell'ampliamento della capacità di invaso del laghetto esistente e nella sua regimazione. Sarà alimentato da acque meteoriche provenienti da un bacino idrogeologico di circa sette ettari e dalla dorsale idropotabile dell'Elba e le sue acque saranno destinate ad un uso irriguo e potabile. «Sarà un laghetto multifunzionale - dice il sindaco di Portoferraio - che sarà quindi a sostegno dello sviluppo dell'agricoltura nel poter garantire l'approvvigionamento idrico necessario agli agricoltori. Allo stesso tempo consentirà di far fronte all'emergenza della siccità estiva garantendo l'acqua ai cittadini portoferraiesi». E non solo. Il nuovo invaso infatti potendo esaudire le richieste di punta estive per il territorio portoferraiese permetterà di convogliare l'acqua della dorsale verso gli altri comuni dell'isola.  Tra le opere per la prossima stagione anche un impianto a Mola per diminuire la salinità dell'acqua di falda per abbassare le percentuali di cloruri e permettere anche di raddoppiare la portata della sorgente, arrivando a 60 litri al secondo. E' da poco partito anche il progetto di un serbatoio nella ex cava di San Rocco a Marciana che conterrà 50 mila metri cubi di acqua.

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