Attenzione
Il nuovo presidente di Cna Ballarini fissa gli obiettivi: «Serve unità di fronte alla crisi»
Imprese, l'Elba regge il colpo
Luca Centini
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Maurizio Ballarini Fatturati in calo del 15%, la metà rispetto ai dati provinciali
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PORTOFERRAIO. «Un'Elba meno divisa per poter affrontare una crisi di cui, ancora, non conosciamo la fine». E' una ricetta semplice quella di cui Maurizio Ballarini, il nuovo presidente di Cna Elba, intende farsi portavoce, raccogliendo un grido di dolore che, ormai da anni, proviene dalle aziende del territorio elbano. Ballarini assume la guida dell'associazione delle piccole e medie imprese prendendo il posto di Maurizio Serini, eletto nel direttivo provinciale. Ieri, nel corso di una conferenza stampa di presentazione, i due hanno fatto il punto sulla situazione delle imprese e fissato le gli obiettivi da raggiungere per l'associazione che raccoglie circa 500 realtà imprenditoriali su un totale di 900 imprese artigiane. In totale nelle aziende associate a Cna lavorano 1200 addetti, oltre a 2500 lavoratori dell'indotto. I dati. Sembra strano, ma la fotografia che Cna scatta sulle condizioni delle imprese elbane è meno disastrosa di quanto ci si potrebbe aspettare. «In provincia le aziende associate hanno subito flessioni dei fatturati anche del 30-40% - spiega l'ex presidente Maurizio Serini - da noi la flessione media è di circa il 15%. Diciamo che la crisi ha investito solo certi settori, mentre altri hanno tenuto botta. L'edilizia privata, ad esempio, ha ridotto i fatturati solo del 10%, mentre è andata peggio a chi lavora col pubblico e per le infrastrutture, la vera nota dolente dell'isola». Queste piccole imprese artigiane si sono viste costrette a ridurre il numero dei dipendenti. «La sofferenza è evidente - spiega Maurizio Ballarini - ma rispetto ad altre zone della provincia, il saldo tra le chiusure e aperture delle attività è, sostanzialmente, in pareggio o comunque simile a quello degli anni passati». Futuro in bilico. I dati incoraggianti non rendono, tuttavia, meno nebuloso il futuro. Anche perchè, come si legge nelle relazioni stilate da Cna, i veri nodi che - da anni - rallentano lo sviluppo economico dell'Elba non sono ancora sciolti. «L'isolamento dell'Elba penalizza in modo pesante le imprese che fanno economia sul territorio», dice sinteticamente Serini. I problemi sono quelli noti, a partire dai trasporti, fino ai costi elevati per lo smaltimento dei rifiuti e, infine, la frammentarietà amministrativa, considerata da Cna il vero trallone di achille dell'isola. «L'Elba è chiamata a confrontarsi con il sistema economico del resto della costa toscana - spiega Ballarini - se non riusciremo ad essere competitivi le nostre imprese finiranno, inevtitabilmente, per soccombere». Su questo aspetto l'associazione non ha mai nascosto l'importanza di una semplificazione amministrativa, essendo tra i primi protagonisti del tessuto economico a spingere per il Comune unico. «Prendiamo il caso delle imprese edili - spiega Serini - gli imprenditori devono fare riferimento a 8 piani strutturali e otto regolamenti urbanistici diversi. In questo modo è difficile fare economia. Consiglio nuovo. L'assemblea elettiva che si è riunita mercoledì ha dato forma al nuovo cosniglio direttivo composto da Simone Battistella, Vinicio Bernardini, Patrizia Cucca, Aurora Masia, Gabriele Muti, Mauro Pieruzzini, Maurizio Serini, Andrea Giulianetti, Stefano Tamagni e Osvaldo Arnaldi.
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