Toscana
I Comuni pagano col contagocce Così le aziende rischiano davvero di scomparire
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PORTOFERRAIO. «Un cane che si morde la coda». Il nuovo presidente di Cna, Maurizio Ballarini, descrive con queste parole la situazione delle piccole e medie imprese, che devono fare i conti con un grave aumento dei tempi di pagamento. Sia da parte dei privati, che delle amministrazioni pubbliche, immbobilizzate - pur con i soldi in cassa - dai vincoli imposti dal patto di stabilità. Il meccanismo è semplice. L'impresa vince la gara pubblica e presta un servizio al Comune di turno. Il lavoro viene portato a termine, ma inizia l'odissea dei pagamenti. «I Comuni virtuosi come Marciana Marina e Portoferraio pagano entro 30 giorni, in altre amministrazioni pubbliche si devono attendere 180-200 giorni - racconta l'ex presidente Cna, Maurizio Serini - la situazione ormai è diventata insostenibile per le aziende». La piccola impresa rimane mesi senza avere la certezza di esser pagata e quindi resta a corto di liquidità. Nel frattempo non è scontato, visti i tempi che corrono, che riesca ad ottenere prestiti dalle banche e si trova costretta a pagare gli interessi se finisce in rosso con il conto. «Nel pubblico i problemi sono due - racconta Serini - da un lato i vincoli del patto di stabilità, da un altro la leggerezza di alcune amministrazioni che, in fase di bilancio, non prevedono una somma da versare per interventi urgenti. E tra i privati le cose vanno anche peggio. Le aziende lavorano senza mai la certezza di incassare la somma che spetta loro».
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