Il Tirreno

Atti ritenuti inutili, che il Comune di San Vincenzo scarterà dall’archivio storico

Via due tonnellate di documenti

Paolo Federighi
Palazzo della cultura
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Palazzo della cultura

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 SAN VINCENZO. Il Comune scarterà prossimamente dal proprio archivio storico ben 2.237 chili di atti ritenuti inutili e superflui. Sì: oltre due tonnellate di carta. Lo si apprende dall'albo pretorio comunale, tornato ad essere consultabile dopo circa una settimana.  Carta davvero da scartare, quindi, ai fini storici, culturali, statistici, economici e amministrativi?  Per le tre società a cui è stato affidato il servizio - la cooperativa Microstoria di Rosignano, Il Cosmo srl di Rosignano e l'Itinera Progetti e Ricerche scrl di Livorno - pare proprio di sì. E il Comune ha dato ragione alla loro scelta.  L'intervento di scarto e riordino dell'archivio di deposito è stato disposto in vista del trasferimento della sede dell'archivio storico in un locale di prossima costruzione all'interno del Palazzo della cultura di piazza Mischi. Questo è il secondo scarto di documenti, dopo quello dell'ottobre e novembre scorsi. Il Comune e le tre società incaricate sostengono di aver tenuto in particolare conto quanto riportato dal "Titolario di scarto" prescritto dal ministero dell'interno per gli atti che possono eliminarsi dagli archivi degli enti locali.  Dell'elenco dei documenti scartati fanno parte anche dei bollettari degli anni che vanno dal' '62 al' '93 e dal' '90 al' '96, le missioni e gli straordinari del personale comunale dal 1980 al '98, la copia di lettere e minute dal' '76 al 2000, fatture liquidate dal' '73 al' '99.  Saranno eliminati, inoltre, 25 chili di documenti illeggibili per gli effetti dell'umidità.

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